Ex modella, ex tossica, ex depressa: ecco chi è l'ex moglie di Scott Weiland, Mary Forsberg. VIDEO

Vedo che la "lettera aperta" inviata dall'ex moglie di Scott Weiland a "Rolling Stone" - di cui abbiamo riferito qui e la cui versione integrale potete trovare, tradotta, qui  - continua a suscitare interesse e discussioni fra i nostri lettori. Per questa ragione ho approfondito le ricerche su Mary Forsberg, apprendendo che è nata in una famiglia molto povera, che ha iniziato a fare la modella già da adolescente e con grande successo, che ha conosciuto Scott Weiland appena sedicenne, quando il musicista sbarcava il lunario facendo l'autista per un'agenzia di modelle. Ho letto che è stata tossicodipendente, che è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico dove le fu diagnosticato il disturbo bipolare (erroneamente, sostiene lei), che il suo matrimonio con Weiland è stato punteggiato di episodi dolorosi: sul finire del 2001 Scott fu arrestato, accusato di violenze domestiche sulla moglie, ma l'accusa venne ritirata dopo che i due accettarono di farsi aiutare da un consulente matrimoniale (subito dopo la Forsberg chiede il divorzio e poi ritirò la richiesta); nel 2007, dopo che aveva gettato fuori di casa gli abiti del marito dando loro fuoco, è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico.
Tutto ciò è stato raccontato con abbondanza di particolari nel libro "Fall to Pieces: A Memoir of Drugs, Rock’n’Roll and Mental Illness", pubblicato nel 2009 e scritto da Mary con il giornalista Larkin Warren (il titolo "Fall to pieces" è preso da una canzone dei Velvet Revolver, e il libro è da lei firmato Mary Forsberg Weiland, cioè usando il cognome dell'allora ormai ex marito). Oggi Mary Forster Weiland sta studiando per diventare consulente per persone affette da tossicodipendenza e alcolismo.
Qui due video in cui l'autrice presenta il suo libro, che attualmente non è più in catalogo:



Tutto questo mi ha sicuramente aiutato a comprendere un po' meglio l'iniziativa della "lettera aperta", ma non ha cambiato il mio parere su Mary Forster Weiland: una signora che, da ex moglie, parla a nome della famiglia e dei figli, anche un po' dimenticando che l'ex coniuge si era poi risposato con un'altra donna (la quale, almeno credo, non ha rilasciato dichiarazioni sulla morte del marito), e che - sempre secondo me - avrebbe fatto meglio a risparmiarci una lezioncina alla quale la risposta "da che pulpito..." è la prima che viene in mente.
L'ho già scritto qui, lo ripeto: non sono mai stato un fan di Scott Weiland, non ammiro gli artisti "maledetti" e non scrivo queste righe a difesa del musicista, ma continuo a sentire un odore un po' troppo forte di protagonismo, da parte di una signora che mi pare stia usando i figli (quelli sì, poveretti, da compatire) per tornare sui giornali.
Ne riparleremo se (o dovrei dire "quando"), come sarei pronto a scommettere, il libro di Mary Forster Weiland sarà ristampato e ripubblicizzato. Vorrei sbagliarmi, ma...
(Franco Zanetti)

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