CCCP: 25 anni dopo torna a vivere dal vivo 'Epica Etica Etnica Pathos' con Vasco Brondi, Appino e Lo Stato Sociale

CCCP: 25 anni dopo torna a vivere dal vivo 'Epica Etica Etnica Pathos' con Vasco Brondi, Appino e Lo Stato Sociale

Aprile 1990. I CCCP si rinchiudono in una casa colonica settecentesca abbandonata, villa Pirondini, nella campagna reggiana; a villa Pirondini, Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo (in fuga dai Liftiba), Francesco Magnelli, Ringo De Palma, Annarella Giudici e Danilo Fatur ci trascorrono un totale di tre mesi, da aprile a giugno, e in questi tre mesi registrano - in presa diretta - il loro quarto e ultimo album in studio, "Epica Etica Etnica Pathos". "Siamo entrati nella vita di quella villa abbandonata, abbiamo spalancato porte, finestre. L'abbiamo spazzata, raschiata, illuminata, riscaldata, arredata. E poi l'abbiamo riempita di canzoni, facendole risuonare nel corso di tre mesi tanto densi", racconta Massimo Zamboni, "quella villa ci ha accolti freddamente, sotto giorni di pioggia, tra i fumi delle stufe e i salti della corrente. Fino a quando si è finalmente sciolta, dando ai nostri microfoni i rumori e i riverberi delle sue tante stanze". Poi, il chitarrista aggiunge: "L'anima austera e familiare di quegli ambienti, gli affreschi rugosi, gli stucchi scrostati. La campagna tutta attorno e poi la chiesetta adibita a studio... Tutto questo ha influenzato le composizioni e ha creato lo slogan con il quale abbiamo presentato, all'epoca, il nostro lavoro: 'Tutto lo sporco degli anni '90, tutta la tecnica degli anni '70. Un contrasto continuo tra l'abbandono e la novità, l'edera, la muffa, le ragnatele, la ruggine, e poi il ritorno delle api, i tanti ospiti, la festa. Il crollo di una stalla, il crollo del muro di Berlino, il crollo dei CCCP e le prime ore dei CSI".

27 novembre 2015. Il canto del cigno dei CCCP rivive in una serata-evento ospitata dall'Auditorium Parco della Musica di Roma nell'ambito della trentesima edizione del Romaeuropa Festival, che vede riunirsi per l'occasione Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Francesco Magnelli e Giorgio Canali per celebrare i venticinque anni trascorsi dall'uscita di "Epica Etica Etnica Pathos" insieme ad un gruppo di artisti tutti provenienti dal circuito indipendente che nel corso degli anni (chi prima, chi dopo), sono poi approdati alle major, tutti chiamati a reinterpretare i brani di un disco che ha oggettivamente segnato un'epoca: "Se abbiamo deciso di cantare queste canzoni dal vivo, stasera, è anche grazie a questi artisti che si sono prestati a reinterpretarle. Senza di loro, non lo avremmo mai fatto", dice Zamboni.

"Epica Etnica Etica Pathos" viene eseguito integralmente, rispettando la scaletta del disco; si parte con "Aghia Sophia", riproposta in un duetto che vede alternarsi ai microfoni Brunori Sas e il frontman degli Offlaga Disco Pax Max Collini mentre i vari componenti dei CCCP costruiscono, sullo sfondo, l'architettura - perfetta - dei suoni, da veri artigiani. Ginevra Di Marco, che nel 1993 partecipò come ospite nel disco "Ko de mondo" dei CSI, nati dalle ceneri degli stessi CCCP, e che fu poi inglobata nella formazione dei PGR (ispirando Ferretti, che cominciò a scrivere testi pensati proprio per la sua voce - "di gran lunga musicalmente più educata", disse lui), reinterpreta con eleganza "Paxo de Jerusalem", lasciando poi il palco a Vasco Brondi delle Luci della Centrale Elettrica per "Narko'$" (la chitarra elettrica si fa qui distortissima, ruvidissima). Danilo Fatur, che prese parte alle registrazioni di "Epica Etica Etnica Pathos" a villa Pirondini, ripropone insieme a Zamboni e soci "Baby blue", che nel disco ha proprio la sua voce. Max Collini torna per "Campestre" e le atmosfere si fanno distese, con riff della chitarra elettrica orientati verso la musica folk con accenni di blues.

Tra gli ospiti più attesi della serata, Lo Stato Sociale porta la sua irriverenza in "Depressione caspica" e "L'andazzo generale" (giocando pure con i sintetizzatori), mentre Appino propone una versione intensa e profonda di "Amandoti", per l'entusiasmo dei fan dei CCCP presenti in sala. E allora vale la pena raccontare qualcosa di questa canzone, che - anche grazie alla cover che ne fece Gianna Nannini nel 2004, contenuta nell'album "Perle" - rimane una tra le più note incise dai CCCP. Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni la composero per lo spettacolo teatrale "Allerghia. Atto unico di confusione umana", e ad interpretarla sul palco - in quell'occasione - fu Annarella Giudici: "Scrissi 'Amandoti' nel ricordo di mia nonna, che se n'era andata lasciandomi un gran vuoto dentro", disse il cantautore in un'intervista ad Andrea Spinelli per "La nuova Sardegna", nei primi anni 2000. Ferretti stesso, tre anni dopo, durante le lavorazioni di "Epica Etica Etnica Pathos", decise di incidere una propria versione della canzone, affiancando al titolo originale l'espressione "sedicente cover" - e nel retrocopertina del disco, infatti, il brano è titolato «Amandoti (sedicente cover)». La "cover della cover" (considerando che la versione di "Amandoti" contenuta nell'ultimo album dei CCCP è una cover della stessa canzone originariamente interpretata da Annarella Giudici) arriva nel 2004 ed è cantata da Gianna Nannini, riarrangiata con archi e pianoforte. Qualche anno più tardi, nel 2009, arriverà un'altra cover della canzone, stavolta realizzata da Noemi e più vicina alla versione della Nannini che a quella di Annarella Giudici e di Ferretti.

Ginevra Di Marco torna sul palco per la reinterpretazione di "Al Ayam" e per cantare insieme all'altra ospite donna della serata, Angela Baraldi, "Annarella": "Siamo abituati ad associare le canzoni ad un volto, a un corpo che di solito è quello di un cantante. Invece questa canzone per noi è legata al nostro batterista, Ringo De Palma, che ha suonato con noi per pochissimo tempo", spiega Zamboni, "proprio al termine della registrazione della canzone, Ringo se n'è andato da villa Pirondini, è tornato a casa sua a Firenze senza dire nulla a nessuno. Non è più tornato. Una telefonata, qualche giorno dopo, ci ha raccontato cos'era successo: Ringo era scomparso per troppa vita".

La stessa Baraldi, che è un'altra vecchia conoscenza dei già membri dei CCCP (nel 2011 andò in tour con Zamboni per riproporre i brani storici del gruppo, incidendo con il chitarrista pure l'album "Un'infinita compressione precede lo scoppio", e lo stesso anno partecipò all'album "Rojo" di Giorgio Canali; nel 2013 prese invece parte ad un tour-reunion dei CSI con Maroccolo, Magnelli, Zamboni e Canali) affianca Francesco Di Bella nella riproposizione di "MACISTE contro TUTTI", con chitarre ruvide che rendono le sonorità aspre. Per il bis, infine, tutti i componenti del gruppo e tutti gli ospiti si ritrovano sul palco per cantare insieme "Emilia paranoica", dall'album "1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi - Del conseguimento della maggiore età".

(di Mattia Marzi)

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