NEWS   |   Italia / 25/11/2015

‘La musica è femmina’: Biagio Antonacci presenta il triplo disco antologico e pensa a un nuovo album per il 2016 - VIDEOINTERVISTA

‘La musica è femmina’: Biagio Antonacci presenta il triplo disco antologico e pensa a un nuovo album per il 2016 - VIDEOINTERVISTA

Sul palco del Teatro degli Arcimboldi di Milano si allestisce la prima del musical “Mamma mia!”. In un’altra sala del teatro Biagio Antonacci prepara il concerto che terrà questa sera all’Alcatraz e riceve la stampa. Il cantautore milanese lancia una nuova antologia intitolata “Biagio”, tre cd con cinquantaquattro canzoni di cui quattro inedite, le riletture di “Liberatemi” con i Negramaro e di “Se io se lei”. “Non c’è un motivo particolare per pubblicare un greatest hits”, spiega. “Ero in studio per il mio album nuovo e avevo per le mani belle novità come una canzone scritta da Battiato, ‘Liberatemi’, un paio d’altri pezzi scritti velocemente. Perché non pubblicarli adesso? È un modo per far vedere che ci siamo, che siamo sul pezzo, che pensiamo scriviamo cantiamo anche quando la gente non se l’aspetta. Guardare al passato, fotografarlo, prima di fare un album nuovo è fantastico”. Il prossimo disco d’inediti sarà prodotto come il precedente da Michele Canova? “Sto scrivendo le canzoni e facendo i provini da solo prima di presentarli dal produttore. Michele è a Los Angeles. Dobbiamo vederci per fare un album che venga pubblicato alla fine dell’anno prossimo”. Al greatest hits seguirà un tour? “Non abbiamo le idee chiare, preferisco non parlarne”.


Stranamente, la raccolta non contiene pezzi come “Mi fai stare bene”, “Non è mai stato subito”, “Se è vero che ci sei” importanti per la storia di Antonacci. “Molto importanti. Ho dovuto fare delle scelte. Ho escluso qualche perla per dare spazio a canzoni che hanno avuto meno successo, per far conoscere cose magari sfuggite anche ai miei fan”. Il greatest hits è stato lanciato dall’inedita “Ci stai”. Accompagnata da un video diretto da Federico Zampaglione, una storia di solitudini che s’incontrano a bordo dell’auto che Antonacci guida nella nebbia della periferia milanese, la canzone è un invito a vivere pienamente, è la proposta di un patto per “fuggire da una vita organizzata e finta”. C’è qualcosa di autobiografico? “Nelle cose che faccio c’è sempre qualcosa di autobiografico, e al tempo stesso non c’è mai niente di autobiografico. Non voglio parlare di me e se accade lo faccio indirettamente. Le mie esperienze di vita sono quelle di tante altre persone. Ne amplifico il pensiero. Dopo un po’ che scorre la vita si organizza. La senti stabilita, prestabilita, e cominci ad avere paura. E allora ti viene voglia di scappare, ma dove? Quale sarà il mondo che frequenterai? Avere voglia di libertà e affrontare la libertà sono due cose differenti”.

Tra gli inediti di “Biagio” c’è “Aria di cambiamento” composto e in parte cantato da Franco Battiato. “L’ho chiesto io a Franco, volevo una canzone scritta da un grande maestro. Mi ha detto: per me sarà un onore, ci proverò. Quando l’ho sentita ho provato un brivido forte. È una canzone infinita. Non tocca l’aspetto commerciale o radiofonico, è al di fuori della moda e del tempo. Battiato mi ha insegnato che il successo è un dettaglio, non è una cosa fondamentale per il nostro lavoro”. I cantautori faticano a cantare i pezzi altrui, aggiunge, e quando lo fanno si mettono alla prova. A sua volta, Antonacci ha scritto canzoni per Alessandra Amoroso, Syria, Mietta, Mina, Mia Martini, Milva. “Biagio” lo testimonia con le riprese di “Vivimi” e di “Ragazza occhi cielo” scritte rispettivamente per Laura Pausini e Loredana Errore. Mai pentito di avere dato pezzi di grande successo ad altri? “No, perché sono nate per le loro voci, non per la mia”. In quanto alla nuova versione di “Liberatemi”, Antonacci ha chiesto ai Negramaro di rifarla a modo loro. “Mi piaceva l’idea di far affidarla a un vero gruppo rock. E per me i Negramaro sono l’unica band rock italiana con una carezza di pop. Con loro ho molto feeling, perciò ho detto: producetela, suonatela, inventatela come se fosse una canzone che avete scritto ieri. Poi Giuliano ci ha aggiunto anche un intervento vocale bellissimo. Quando le persone si stimano le cose funzionano sempre”.

Biagio Antonacci sta allacciando rapporti con cantautori per così dire colti. La collaborazione con Battiato segue quella con Paolo Conte, che gli ha affidato “Le veterane” contenuta nell’album del 2014 “L’amore comporta” e nella tripla antologia. Al tempo stesso, Antonacci flirta da sempre con artisti pop e si riempie spesso la bocca con la parola rock. Come stanno assieme tutte queste cose? “È un bel casino, un bel miscuglio. Sono fatto così. Ho due lati in perenne contrapposizione. Vorrei delle cose e poi le nego. Sul palco mi sento più rock di altri, ma faccio canzoni pop. E quando sono a casa a suonare mi viene voglia di fare concerti nei teatri per voce e chitarra. Forse non ho una vera identità ed è una cosa che fino a qualche anno fa mi preoccupava, per non aver lasciato un segno forte né da una parte, né dall’altra. Poi ho capito che la mia forza è stata quella. Se oggi la gente riconosce quello che faccio è perché ho sempre avuto questa doppia personalità”. Prova riverenza per i cantautori? “Certo. Arrivo dalla scuola cantautorale, Conte e Battiati sono stati miei maestri. E ho amato molto Lucio Dalla. Sono quelli che hanno fatto la musica italiana quando era difficile farlo. Vanno rispettati. Sono i nostri fratelli maggiori”.
La versione deluxe di “Biagio” contiene un libretto di poesie e schizzi del cantautore. “Mi piace pensare di essere un autore che si riempie di parole anche al di fuori della musica. Bisogna provare, buttare giù, scrivere, nasce tutto da sé. Si tratta poesie recenti, ho cominciato a lavorarci da maggio in poi. La poesia è folgorazione. Le scrivi di getto, non ci stai a pensare, arrivano e non sai nemmeno di cosa parlino, lo scopri solo leggendole. I disegni sono acquerelli, schizzi, esperimenti. A volte elementari, scolastici”. Alcuni hanno tratti infantili, un po’ come “Mio mondo”, uno degli inediti dell’antologia, scritto dal punto di vista di un bambino. “È la visione di un mondo perfetto visto dagli occhi vergini di un bimbo”.

I tre cd di “Biagio” raccontano la storia di un cantautore a cui piace piacere, specie al pubblico femminile. “Piacere è tutto, specie all’inizio, quando devi conquistare il pubblico, entrare nelle case della gente. È come quando t’innamori di una donna. La musica è femmina”. Sul palco si sente un seduttore? “Ma certo, non conosco artisti che salgono sul palco senza pensare di poter piacere. Chi dice che non gli interessa sta fingendo. Tu sali sul palco perché ti stanno guardando e vuoi essere bello, pulito, libero. Il palco è una piattaforma di lancio: se non ti vuoi tuffare non ci sali neanche. All’inizio avevo paura di non riuscirci, oggi ho una consapevolezza maggiore di chi sono”. TV Sorrisi e Canzoni ha scritto che Antonacci è il cantautore più amato dalle mamme italiane. “Mi piace. Le mamme sono la nostra forza. Se non ci fossero state le mamme non avrei un pubblico ancora giovane, perché sono state loro a portarmi in casa. Le donne sono più fedeli degli uomini”.

(Claudio Todesco)

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