Fabrizio De André: tutto sul cofanetto 'In studio'. In lavorazione un film e un doppio evento dal vivo a Roma e Milano

Fabrizio De André: tutto sul cofanetto 'In studio'. In lavorazione un film e un doppio evento dal vivo a Roma e Milano

Misura le parole ma non fa fatica a trovarle Dori Ghezzi, vedova e custode della memoria del grande cantautore genovese scomparso nel '99, nel presentare alla stampa - chiamata a raccolta oggi a Milano - "Fabrizio De André. In studio", opera omnia dell'artista in uscita domani, venerdì 13 novembre, concretizzatasi in un ricco cofanetto contenente quattordici CD e un libro a colori di quasi duecento pagine: ideale seguito di "Fabrizio De André. I concerti 1975/98" - del quale ricalca anche i packaging e l'impostazione grafica - il nuovo box set include tutti i tredici album in studio consegnati agli annali dalla voce ligure (nella versione rimasterizzata più recente) oltre che a un disco extra contenente i brani pubblicati come singolo ma non inclusi in album ufficiali, cioè "Nuvole barocche", "Il fannullone", "Per i tuoi larghi occhi", "Geordie", "Il pescatore", "Titti" e "Una storia sbagliata".


"Mancano giusto 'Caro amore', perché l'autore [Joaquín Rodrigo] non ne autorizzò la pubblicazione, concependo il suo originale solo come strumentale, e 'E fu la notte', perché Fabrizio non la percepiva più come sua: era una delle prime cose che aveva cantato, e non se la sentiva di pubblicarla. E se non lo voleva lui, non vedo perché dovrei farlo io: ho rispetto per la sua volontà", mette in chiaro la Ghezzi, che pur ha coscienza di aver a che fare con materiale che definire sensibile è poco: "Di provini, bozze e versioni incomplete ce ne sono, certo: volete un altro cofanetto?", scherza lei, "Per la verità lui esigeva che tutti i nastri, nel caso di progetti abortiti, venissero cancellati, ma non tutti quelli che lavoravano con lui lo facevano: ecco perché in giro è rimasto qualcosa, come la versione in inglese di 'Tutti morimmo a stento', della quale lui si vergognava, specie per la pronuncia. Per la verità, un tempo non c'era l'attenzione che c'è oggi per gli archivi: molto materiale è rimasto a noi, ma molto altro potrebbe essere sfuggito, magari durante compra-vendita di nastri in blocco".


"Fabrizio De André. In studio" non solo completa, di fatto, il corpus discografico dell'autore, raccogliendo in un'unica uscita tutti i suoi lavori in studio ufficiali: il documento potrebbe anche inaugurare una serie di iniziative dedicate alla memoria dell'artista che dovrebbero includere un film biografico e un doppio evento speciale dal vivo a Roma e Milano. E proprio dall'archivio si riparte: "Tra i tanti manoscritti lasciati da Fabrizio ce n'è uno che fa riferimento a 'Quattro notturni', un'opera composta da altrettante suite scritte in chiave classica, jazz, rock e world", ha proseguito la Ghezzi, "Ci avrebbe lavorato dopo la conclusione della sua ultima tournée, quella che non riuscì a finire, e ne aveva già parlato ad alcuni dei suoi collaboratori più fidati, come Mauro Pagani e Mark Harris. Questa sua idea ci ha ispirato un bel progetto, che vorrebbe essere una sorpresa: si tratterebbe di due serate, a Roma e Milano, dove i conservatori locali si sono dichiarati interessati a partecipare. Pagani, ovviamente, sarà coinvolto. Più che voler completare qualcosa che lui ha lasciato incompiuta, vorremmo omaggiare il suo repertorio seguendo le intenzioni che aveva indicato Fabrizio. Al cast stiamo ancora lavorando, così come alle location: a Milano ci piacerebbe l'area all'aperto del Castello Sforzesco, ma forse è un po' troppo piccola".


Ancora più interessante è la lavorazione a un biopic incentrato sulla vita di Fabrizio De André: "Di abboccamenti per una fiction ne abbiamo avuti eccome, ma io alla serie TV sono sempre stata contraria", ha chiarito la Ghezzi, "Finché non si verificano le condizioni che reputo indispensabili, non sono intenzionata a dare il mio placet. E queste condizioni sono il controllo totale sulla produzione, e la certezza che non vengano falsate determinate realtà. Però, nel caso, alla fiction ho sempre preferito il cinema, perché un film sarebbe più idoneo a raccontare la vita di Fabrizio. La proposta di fiction che ci avevano fatto era dozzinale: per esempio, dava troppa importanza al sequestro, che dopotutto è stato solo un inciampo nella nostra esistenza. Un episodio che non va nascosto, d'accordo, ma al quale nemmeno deve essere data troppa importanza. Però forse adesso ci siamo: Francesca Serafini e Giordano Meacci, già candidati all'Oscar per 'Non essere cattivo', stanno riadattando un soggetto - originariamente concepito per una serie TV - per un film che dovrebbe essere diretto da Luca Facchini. La lavorazione dovrebbe partire l'anno prossimo e la distribuzione potrebbe iniziare nel 2017, ma per adesso c'è solo un problema - grosso - da risolvere: trovare a chi far interpretare il ruolo di Fabrizio. Ce ne servirebbero almeno due, uno giovane e uno maturo. Chi lo impersonerà non dovrà necessariamente saper cantare come lui, ma dovrà senz'altro essere italiano. Non ci interessa un personaggio alla 'Tale e quale', né vogliamo restituire un santino del suo personaggio. Quello che mi sta a cuore è che venga rappresentata la sua famiglia: suo fratello, suo padre, e le persone che sono state importanti per lui".


Il De André a riflettori spenti, quindi: ecco su cosa si sta concentrando, tornando (anche) al cofanetto in uscita, Dori Ghezzi: "Quello che troverete nel libro inserito nel cofanetto è un De André non ufficiale, quello che si incontrava fuori dagli studi dove registrava i dischi". Un prodotto molto meno impegnativo - in termini di fruizioni - di quanto non si potrebbe pensare: "I risultati del precendente cofanetto - con oltre 20mila unità di venduto effettivo - hanno incoraggiato sia noi della fondazione che la Sony. Anche perché prodotti del genere non finiscono in mano solamente a chi Fabrizio ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo da quando era in vita, ma anche a tantissimi giovani, interessati a riscoprire la sua opera". Anche perché, nell'epoca della fruizione digitale della musica, il formato fisico si è preso una piccola grande rivincita: "Con un totale di oltre 150 canzoni spalmate su quattordici dischi, piuttosto che scaricarselo, questo box set, economicamente conviene comprarselo".

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