Elio e le Storie Tese, nel 2016 nuovo tour e nuovo album. E Sanremo? 'Fosse per noi, ci andremmo tutti gli anni, ma...'

Elio e le Storie Tese, nel 2016 nuovo tour e nuovo album. E Sanremo? 'Fosse per noi, ci andremmo tutti gli anni, ma...'

Ci sono voluti trent'anni a Elio e le Storie Tese per elaborare quello che la stessa band milanese definisce "il nostro 'The wall'" - che potrebbe sembrare una citazione dei Muse (un'altra, dopo "Supermassiccio"), se non fosse per l'ironica chiosa di Faso, secondo il quale "'The wall' sembrerà più brutto dopo la presentazione del nostro show": trent'anni di idee - "che in tantissimi ci hanno rubato", specifica il frontman, che mai prima d'ora la formazione meneghina è riuscita a condesare in un solo spettacolo, battezzato "Piccoli energumeni tour", che debutterà il 29 aprile e 7 maggio rispettivamente al Forum di Assago, a Milano, e al Palalottomatica di Roma.


"Dopo vent'anni di live ci siamo accorti di non aver mai proposto dal vivo un vero e proprio spettacolo", commenta Elio, che - accompagnato da Faso, Cesareo e Rocco Tanica, oltre che dallo storico produttore Paolo Dentes, tornato a collaborare col gruppo - ha incontrato oggi la stampa in un ristorante di Milano: "Le nostre vite, che patiscono i casini che tutti conoscono, in questo periodo sembrano essersi allineate su un unico binario, e allora abbiamo deciso di approfittarne, anche perché abbiamo trovato Friends & Partners, che ha creduto in questo progetto. Il 90% delle idee che abbiamo avuto nella nostra carriera, per diverse ragioni, le abbiamo cassate. Adesso, per la prima volta, cercheremo di concentrare in un unico show tutto". Un'idea ambiziosa, i cui dettagli, però, sono ancora tutti da chiarire: "Non vogliamo mentire: ci stiamo lavorando proprio in questi giorni. Di certo, non vogliamo assemblare qualcosa che sembri un amarcord, perché gli amarcord sono tristi per definizione. Senz'altro ci saranno spunti che identificheranno le varie fasi del nostro percorso, ma senza rischiare l'effetto carrellata. Sarà qualcosa di più di un semplice concerto". Di sicuro ci sarà il "Corpo di mille balli", pattuglia di ballerine non giovanissime - "milf" è il termine usato dalla band per l'introduzione ai giornalisti - oltre che all'incarnazione scenica del superoe Spalmen, effetti speciali ("low cost", si affrettano a specificare loro) assortiti, e un momento acustico ("Anche se gli intermezzi acustici nei concerti a me hanno sempre rotto le palle", si lamenta Cesareo): "Sarà una sorta di risposta alle megaproduzioni straniere", come la definisce - sempre ironicamente - Elio, che, come è lecito immaginare, comporterà uno sforzo produttivo difficile da immaginare limitato a due sole sortite.


"Questo è il primo assaggio", gli fa eco infatti Ferdinando Salzano, presidente di F&P, che si occuperà della produzione del tour: "Per il momento, ci sentiamo di cominciare con questo annuncio". Quasi di certo, i concerti-evento di Milano e Roma avranno una coda discografica, sotto forma di album live o DVD: perché - come auspica Elio (seriamente) - "la nostra speranza è che da questi due live venga fuori qualcosa di bello, che valga la pena ricordare".


Nella scaletta degli spettacoli saranno presenti le nuove canzoni - tra le altre, "Aznalubma", "Femminiello che vivi a Napoli" e "Energumena" - destinate a comparire nell'album (lavorato con Dentes) di prossima uscita, del quale non sono ancora state specificate né titolo ("Perché non ci abbiamo ancora pensato, di solito lo scegliamo subito prima di chiedere il progetto grafico") né tracklist. Rocco Tanica si limita a qualche anticipazione: "Si parlerà della Cina, perché oggi la Cina è importante, dell'abuso nell'italiano corrente dei termini stranieri, che ci ha portato a sostenere una posizione a favore dell'abbandono definitivo della nostra lingua in favore dell'inglese - anzi, del maltese, e del mondo visto dallo specchietto retrovisore dell'auto".


Fare due più due, a questo punto, è un attimo: un disco pronto alla pubblicazione in primavera, per una band italiana mainstream (o quasi), significa un forte segnale di candidatura al festival di Sanremo. Elio e soci, intervenuti sul palco del teatro Ariston due volte, si sono sempre fatti valere, anche oltre le aspettative degli osservatori meno prudenti. Loro, al riguardo, prima nicchiano buttandola sul ridere. Poi, però: "Fosse per noi ci andremmo tutti gli anni", spiega Elio, "Ma abbiamo un forte senso autocritico che ci fa pensare di non avere il pezzo adatto". E non dipende tanto dall'invito dell'organizzazione citato da Rocco Tanica. "Il vero problema è che nessuno di aspetta da noi un pezzo normale", racconta Cesareo: "Per noi la fatica è doppia, perché dovremmo trovare anche il modo di andarci". "Comunque sia, nel caso ci dovessero invitare, prego tutti gli altri colleghi di presentarsi con dei pezzi scarsi, in modo da lasciarci qualche possibilità", cerca di chiudere Tanica, subito incalzato da Elio: "Che, poi, anche arrivare ultimi non sarebbe niente male...".


Il frontman, nemmeno troppo sorprendentemente, si fa serio quando si affronta l'argomento talent: Elio, uno dei tutor storici dell'edizione italiana di X Factor, sarà ospite con il suo gruppo dal vivo in occasione della serata finale di questa edizione, insieme ai Coldplay ("E a chi ride dell'accostamento ricordo che i Toto hanno aperto per noi due volte, a Roma e a Torino", ricorda lui). E del format, in generale, riconosce sì i pregi, ma anche i limiti: "A chi si lamenta dei talent vorrei dire che sono un ottimi filtro per selezionare i cantanti. Ogni anno mi ritrovo in squadra con artisti con voci e capacità tecniche eccezionali. Il problema è che manca tutto il resto: dopo la chiusura della RCA e della Cramps le etichette si sono trasformate in venditori di cose che ci sono già. Ci vuole tempo, però, per coltivare e far crescere qualcuno: servono autori e produttori, che però mancano. Qualcuno conosce un produttore che non si occupi di rap che abbia a trent'anni già un curriculum di peso? E perché ci stupiamo che le canzoni suonino sempre uguali, quando gli autori mainstream ormai sono sempre gli stessi?". Perché allora non tentare di lanciare gli EELST come autori? "Semplice: perché non saremmo in grado".

Dall'archivio di Rockol - Elio e le Storie Tese: le 9 canzoni con cui tutto ebbe inizio
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