Scheletri nell’armadio: i piaceri (musicali) inconfessabili di... (1 / 9)

Gli inglesi li chiamano "guilty pleasures": cioè quei piaceri che ci concediamo quasi di nascosto, e per i quali ci sentiamo un po' colpevoli. Ecco quali sono, in campo musicale, i "guilty pleasures" dello staff di Rockol.

Non è che ci sia niente di così inconfessabile - a parte una, alla fine. Però, rispetto a quello che ascolto di solito - più che altro Velvet Underground, Nick Cave, Tom Waits, Pavement - è tutta roba che negli anni, per periodi più o meno estesi, è riuscita inspiegabilmente a piacermi. Se avessi avuto qualche anno di più avrei potuto avere più scelta, ma tant'è: magari non si esce vivi dagli anni Ottanta, ma anche i Novanta per certi versi non hanno scherzato affatto...
(Davide Poliani)

 

 

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