Franco Battiato, il nuovo singolo "Le nostre anime": l'ascolto di Rockol

Franco Battiato, il nuovo singolo "Le nostre anime": l'ascolto di Rockol

E' in diffusione radiofonica da oggi "Le nostre anime", uno dei tre inediti inclusi nel box, che porta lo stesso titolo e uscirà in due versioni il 6 novembre, contenente una silloge della produzione del musicista di Jonia.
Sarebbe interessante sapere - glielo chiederemo, quando sarà possibile - se "Le nostre anime" è un inedito nel senso che è di composizione così recente da non essere stato finora incluso in nessun album, oppure se è un brano composto in tempi precedenti e rimasto impubblicato perché non finito o perché considerato incoerente con un album allora in via di realizzazione.
Non che possa cambiare molto nell'opinione dell'ascoltatore, il quale si accosta a una canzone di Franco Battiato con un rispetto preconcetto: ed è così che una frase semplice fino alla banalità come "c'eravamo tanto amati" diventa, nella nostra percezione, una citazione cinematografica quasi colta, e che una metafora ampiamente abusata nelle canzonette (quella delle "lacrime come pioggia", già alla base del testo di "Una lacrima sul viso" di Bobby Solo), diventa quasi emozionante, e anzi per i conoscitori del repertorio di Battiato rievoca la cover di "Rain and tears" degli Aphrodite's Child da lui cantata nel lontano 1968.

Sicché appare quasi accettabile l'enfasi del comunicato stampa, che così definisce "Le nostre anime": "Un nuovo emozionante squarcio della poetica dell’artista che fa risuonare su due piani paralleli la drammaticità delle grandi canzoni e la grazia di una preghiera, l’istantanea di due anime fotografate nell’apice di un tragitto spirituale". Accipicchia…
Ma com'è, dunque, la canzone? E' inconfondibilmente Battiato, una rievocazione in prosa cantata su un tappeto di suoni elegante e rotolante (Gavin Harrison alla batteria, Jakko Jakszyk alle chitarre, Carlo Guaitoli - bravissimo! - a pianoforte e tastiere e Pino “Pinaxa” Pischetola al mix) ispessito dai sontuosi archi della Royal Philarmonic Orchestra di Londra. Sorprende il finale, con la parola "amore" cantata a piena voce: una soluzione - se non prendiamo un abbaglio - del tutto inedita nella discografia di Battiato. L'ascolterete in radio: l'ultimo giudizio spetta sempre al pubblico.

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