NEWS   |   Italia / 08/10/2015

Massimo Ranieri presenta “Malìa": "Ho debuttato con questa musica"

Massimo Ranieri presenta “Malìa": "Ho debuttato con questa musica"

Una lezione di storia della musica e di storia della società italiana. E soprattutto un album di una classe e di una piacevolezza fuori dal comune. L’accoppiata Massimo Ranieri e Mauro Pagani giunge al sesto lavoro, e che lavoro: “Malìa - Napoli 1950-1960” prosegue sul lavoro di riscoperta e rilettura della canzone partenopea, ma presentando un repertorio e arrangiamenti del tutto particolari. Canzoni del periodo “americano” di Napoli, rivisitate in chiave jazz dal cantante napoletano con una band d’eccezione: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso).

"Venire a Milano per fare questo disco è stato il viaggio più bello degli ultimi 15 anni, da quando ho iniziato a lavorare con Mauro”, spiega Ranieri alla stampa, radunata alle Officine Meccaniche - gli studi di registrazione sui Navigli dove l’album è stato registrato.
Entrare nel luogo, una vecchia balera degli anni '50 trasformata in studio di registrazione e poi rilevato da Pagani negli anni ’90, è vedere un pezzo di storia della musica italiana, e non solo: foto e strumenti alle pareti, amplificatori, macchinari vari, un piano a fondo sala (“L’ha suonato Duke Ellington”, racconta Pagani). E la conferenza stampa si trasforma in un racconto che parte da altrettanto lontano: “E’ un lavoro che si stacca per definizione e modo di procedere da tutti gli altri nostri precedenti. Con il repertorio degli album precedenti sono andato sul velluto”, dice della collaborazione iniziata nel 2001 con “Oggi o dimane”. “Ma queste canzoni sono particolari, è un repertorio speciale. Io l’ho toccato, non l’ho vissuto, visto che sono nato nel ’51. E ingiustamente reputavo queste canzoni inferiori ai grandi classici della canzone napoletana”.
“Ci sono stati 10 anni in cui a Napoli si scriveva americano”, spiega Pagani. "Dalla seconda metà degli anni ’40 i soldati erano in città grazie alle navi dell’esercito. C’erano locali solo per la loro musica e i musicisti napoletani ne hanno assorbito le influenze musicali, per di più da musicisti colti. Vista l’unità compositiva di quel repertorio, farli in questa chiave è stato naturale”, dice il produttore, della scelta della rilettura jazz. 

“Il mio debutto è stato proprio in uno di questi locali”, ricorda Ranieri. “Il mio maestro lavorava alla Nato, e mi portò in un club in Piazza Municipio, l’EM Club, solo per americani. Feci lì la mia prima esibizione, cantando un pezzo da West Side Story, perché era la più facile, di fronte ad un platea solo di soldati statunitensi. Anche io ho iniziato come ‘nightarolo’. Ho tentato di riportarmi in quell’ambiente lì”. La cosa importante, continua il cantante, è stato trovare la misura dell’interpretazione in questo contesto, come dice lui stesso, non “ranierizzare” brani come “Tu vuo’ fa’ l’americano” o “Doce doce”: “Mi sono lasciato andare a non lasciarmi andare”, dice.

L’atmosfera è confermata da Pagani: “Massimo Ranieri non ha fatto il crooner, non ha fatto il Frank Sinatra de noantri. Massimo Ranieri ha fatto il Massimo Ranieri, è stato tutto naturale. Ci siamo veramente divertiti, c’è stata una grande disponibilità da parte di tutti ad entrare nel progetto. Di solito i grandi musicisti tendono a suonare tanto, a mettersi in mostra. In questo caso la preoccupazione di tutti era di non suonare troppo, di non coprire Massimo e di mettersi al servizio del progetto. Tra quelli che conoscevo, ho provato a mettere insieme quelli che avevano la capacità di entrare in un progetto altro. Lavorare con quelli bravi è facile, basta metterli nelle condizioni giuste, e poi ti lasci stupire. Ogni nota ha un peso, è lì per un motivo”. I 12 brani sono stati registrati in pochi giorni. 9 pezzi registrati in tre giorni, senza sovraincisioni, gli altri 3 in un giorno e mezzo.

Si prova a chiedere: perché un progetto del genere, oggi? “Non ha importanza per chi - sentivo di farlo e l’ho fatto, al di là di come andrà”, ribatte Ranieri, che spiega che le canzoni verranno usate sia in televisione con il gruppo, per la terza edizione di “Sogno o son desto” (dal 16 gennaio). “Sogno o son desto 3” sarà anche il titolo di uno spettacolo teatrale, in cui si cercherà di coinvolgere in alcune date i musicisti del disco.

Ecco la tracklist di "Malìa"
 
01.  Accarezzame
02.  Nun E’ Peccato
03.  Tu Vo’ Fa L’Americano
04.  Doce Doce
05.  ‘Na Voce ‘Na Chitarra E ‘O PPoco ‘E Luna
06.  Ue Ue Che Femmena
07.  Malatia
08.  Luna Caprese
09.  ‘O Sarracino
10.  Anema E Core
11.  Te Voglio Bene Tanto Tanto
12.  Resta Cu’Mme

 

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