Roger Waters contro i Bon Jovi: 'Dal 3 ottobre sarete dalla parte di chi ha ucciso Rachel Corrie. A meno che...'

Roger Waters contro i Bon Jovi: 'Dal 3 ottobre sarete dalla parte di chi ha ucciso Rachel Corrie. A meno che...'

L'ex bassista dei Pink Floyd prosegue nella sua nota (e a tratti controversa) campagna di boicottaggio nei confronti di Israele: Waters, pacifista convinto, non è nuovo nel cercare di convincere i suoi colleghi più illustri a cancellare lo stato ebraico dagli itinerari dei tour, accusando il governo di Gerusalemme di adottare una politica inutilmente dura e intollerante nei confronti della popolazione palestinese. Dopo aver cercato - senza successo - si convincere Dionne Warwick, Alan Parson e Rolling Stones ad unirsi alla campagna di boicottaggio, oggi la mente di "The wall" ha indirizzato una lettera aperta - pubblicata da Salon - ai Bon Jovi, che il prossimo 3 ottobre si esibiranno a Tel Aviv per una data del loro tour.


Il frontman dei rocker del New Jersey aveva già respinto indirettamente l'invito (indiretto) del collega britannico dichiarando alla stampa israeliana:


"Sì, ho sentito [cosa dice Roger Waters], ma non mi interessa. Ho detto al mio manager di dare una semplice risposta, al proposito: andrò in Israele e sono eccitato di andarci. Ci sono dei posti dove non sono mai stato, e Israele è uno di questi, quindi non vedo l'ora. Ci staremo per qualche giorno e cercheremo di vedere più cose possibile"


Waters, dal canto suo, non ha mancato di replicare. Nella sua lunga lettera - disponibile qui, in versione integrale e in lingua originale - il già sodale di David Gilmour mette i Bon Jovi davanti a un'alternativa:


"Il dado è tratto. Se siete determinati a suonare il 3 ottobre a Tel Aviv, avete fatto una scelta. Avete scelto di stare al fianco di chi ha bruciato vivo un bambino di 18 mesi [Ali Saad Dawabsheh, vittima lo scorso luglio di un attentato a Nablus condotto da estremisti israeliani] e di chi ha ucciso Rachel Corrie [attivista americana ferita mortalmente dall'esercito israeliano durante una protesta] (...) Avete avuto l'opportunità di stare dalla parte della giustizia, al fianco del pilota che si è rifiutato di bombardare un campo profughi, del ragazzo che ha scelto 8 anni di prigione invece del servizio militare, del dottore al quale è stato negato l'ingresso [a Gaza] per salvare vite (...). La morte non può ricordarvi crimini che non conoscete. Ma ricordate: 'Rimanere indifferenti e in silenzio è il crimine più grande'"

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