NEWS   |   Italia / 02/10/2015

Jovanotti, il coraggioso ed emozionante video di "Pieno di vita". GUARDA

Jovanotti, il coraggioso ed emozionante video di "Pieno di vita". GUARDA

Ho guardato su JovaTV il video di "Pieno di vita", nuovo singolo tratto dall'ultimo album del cantautore di Cortona, e mi sono emozionato. Poi sono andato a leggere tutto quello che è stato scritto finora su questo video, una ventina di notizie, e come spesso mi sono chiesto se chi scrive sui siti Web si prenda il tempo di informarsi su ciò che sta per scrivere.
Nella stragrande maggioranza, quelli che ne hanno scritto finora si sono più o meno limitati a copiare e incollare il comunicato stampa, che - per ovvie ragioni: dovrebbe invitare chi lo legge a guardare il video - non è esplicito nell'informare sui contenuti del racconto filmato. Così c'è tutto uno spreco di "road movie per raggiungere il Messico", "rapporto tra padre e figlio che imparano a conoscersi", "un racconto di crescita", "un amore sullo sfondo", "un passato da trasformare". Belle parole, no?
E solo in due occasioni, o così almeno mi pare, ho creduto di capire che chi aveva scritto il pezzo aveva effettivamente guardato il video fino in fondo. Alvise Losi per "Onstage" e Francesco Raiola per "Fanpage.it" mi sembra facciano eccezione, e onore al merito.
Ma bisogna dirlo, cosa racconta questo bel (bellissimo?) video firmato da YouNuts, il duo di videomaker (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) già autore del video di "Sabato".
Il padre e il figlio che viaggiano verso il Messico hanno un compito da portare a termine: devono disperdere ai bordi dell'oceano le ceneri della moglie, e madre, morta. Detto così suona violento, e quasi irrispettoso. Ma forse solo qualcuno a cui è capitato di fare un viaggio portandosi dietro le ceneri di una persona cara - e a me è capitato pochi anni fa - può capire il senso di questo racconto per immagini aspro e tenerissimo (il secchiello che il bambino tiene stretto è, mi pare di aver visto, un secchiello per i mattoncini del Lego, all'interno del coperchio del quale è incollata - lo si vede solo brevemente - una fotografia della famiglia in un momento felice). E allora si capiscono la rabbia furiosa del padre, che nella prima scena prende a pugni il muro del bagno di un diner, la distanza attonita fra i due che si stempera in momenti di tenerezza (quando si abbracciano sul letto del motel) e di complicità maschile (quando fanno insieme la pipì sul ciglio della strada), la tristezza infinita del momento in cui il bambino porge al padre il secchiello da svuotare.


E allora si capisce il senso della frase che introduce il ritornello ("E non è scritto da nessuna parte che io e te avremmo avuto vita regolare… Non è mica vero che tristezza ed allegria sono distribuite in modo uguale").
Perché sto scrivendo queste righe? Non per guastare la "sorpresa" a chi non ha ancora visto il video - che potete guardare qui sotto - ma per aiutare chi lo vedrà a guardarlo con occhi più attenti, per cogliere i segnali che lo percorrono e che forse solo alla seconda visione - per chi lo guarderà fino alla fine - qualcuno riuscirà a riorganizzare.


Poi magari mi sbaglio, ed è tutto più evidente di come io penso che sia. O magari sono io che mi sono troppo immedesimato, da padre di un figlio piccolo, e scrivo in una sera di particolare emotività.
Ma guardatelo, questo video sorprendente che affronta con coraggio un tema solitamente tabù, quello della morte. Ne vale davvero la pena, e ci restituisce un Jovanotti emozionante e appassionato, quello che andava un po' perduto nel video balneare di "L'estate addosso" (che continuo a considerare un'occasione mancata) e che mi fa piacere ritrovare qui.
Per quel che contano le mie parole, a Lorenzo e agli autori del video vadano la stima e il rispetto che meritano.
(Franco Zanetti)

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