Lollapalloza al Campovolo, la campagna entra nel vivo: ecco la lettera inviata a Perry Farrell - VIDEO

Lollapalloza al Campovolo, la campagna entra nel vivo: ecco la lettera inviata a Perry Farrell - VIDEO

Con il tasca l'exploit di sabato sera di Ligabue - capace di radunare 150mila persone presso l'area dell'ex scalo aeroportuale reggiano - la campagna di sensibilizzazione dal basso attivata da Luca Villa per portare uno dei festival più noti al mondo - il Lollapalooza - a fare tappa nel nostro Paese entra nel vivo, e si gioca la prima carta importante: i promotori dell'iniziativa hanno inviato oggi una lettera aperta a Perry Farrell - già frontman di Jane's Addiction e Porno for Pyros, che della storica sigla è stato l'ideatore - per illustrare nel dettaglio le proprie ragioni.

Della missiva, ovviamente scritta in inglese, riportiamo - traducendoli - i passaggi più importanti:


"Perché [portare il Lollapalooza a] Campovolo? Perché all'Italia mancano festival degni di questo nome da troppi anni, festival con cast eclettici capaci di radunare decine di migliaia di appassionati, come il tuo Lollapalooza.

Due giorni fa a Campovolo - un ex aeroporto, proprio come Tempelhof, a Berlino, dove la prima edizione europea del Lollapalooza ha avuto luogo questo mese - ha ospitato un concerto con oltre 150mila spettatori, che secondo tutti i resoconti pubblicati dai media, è stato un grande successo. In passato in quest'area si sono tenuti concerti di band molto importanti come Clash, Soundgarden e U2.

Crediamo fermamente che quest'area sia perfetta per il tuo festival, per queste ragioni:

- è servita dai mezzi pubblici, compresa una linea ferroviaria ad alta velocità che la collega alle maggiori città italiane
- è in una posizione strategica sulla A1, spina dorsale del sistema autostradale italiano
- dispone di ampie aree da adibire a campeggi o parcheggi
- è gestita da un'organizzazione cittadina molto efficiente, allenata da anni di "feste" [in italiano nel testo originale], concerti e altri tipi di manifestazioni"



Nel corso della conferenza stampa tenuta lo scorso sabato 19 settembre poco prima dell'inizio del concerto di Ligabue il manager del rocker di Correggio Claudio Maioli e il presidente di F&P Ferdinando Salzano hanno ribadito la loro determinazione per fare sì che Campovolo diventi - come capienza - il primo polo europeo per la musica dal vivo all'aperto:


"I grandi show ospitati da quest'area hanno dimostrato come ci siano tutte le potenzialità perché Campovolo diventi - con una capacità di affluenza stimata attorno alle 100mila unità - la prima struttura stabile per eventi musicali all'aperto"


Claudio Trotta, fondatore e presidente di Barley Arts, pur forte di un contratto pluriennale con l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola - sede storica dell'Heineken Jammin' Festival e teatro di uno degli eventi rock italiani dell'estate 2015, il concerto degli AC/DC - parlando a Rockol ha dichiarato di non vedere in termini concorrenziali un ipotetico rilancio di Campovolo come struttura stabile per concerti rock:


"[Di Campovolo] Ne abbiamo già parlato, io e Claudio [Maioli]: in virtù dell'accordo con i gestori dell'autodromo, io naturalmente privilegerò - per quanto riguarda le mie attività - Imola, ma posso dirvi quello che ho già detto a lui, e che ripeto da anni: ben venga una struttura dedicata alla musica popolare contemporanea. In Italia non ce ne sono, e se ne nascerà una io volentieri farò la mia parte, se mi verrà chiesto di farla"

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