Subsonica all'Estathè Market Sound di Milano: il report del concerto

Subsonica all'Estathè Market Sound di Milano: il report del concerto

«Vogliamo vedere tutte le mani!»

E mentre sul retro del palco una luce verde acido ipnotizza i presenti, non posso fare a meno di notare che le mani sono davvero tante. In quest’ultima tappa del loro tour europeo, l’ondata di energia prodotta dalla band torinese fa scatenare il pubblico, guidato della voce di Samuel: «Stasera mi piacerebbe ricreare quella che noi abbiamo definito la “discoteca labirinto”, sono sicuro che saprete trovare la strada giusta!».

L’intero spazio dell’Estathé Market Sound di fine estate si riempie improvvisamente al rimbombare cupo dei bassi che segnano l’inizio dello spettacolo: l’ingresso sul palco del gruppo è accompagnato da un campionamento di suoni sempre più carichi di tensione, che sfociano nell’atmosfera robotica di “Colpo di pistola”.

Con i suoni tutti distorti e la melodia che si trasforma quasi in un parlato, il pezzo di apertura riassume le origini del percorso compiuto dal gruppo. La meccanicità dei suoni e dei ritmi sostiene bene il canto e il live conferisce al brano una carica maggiore, con i suoni potenti e distorti della chitarra di Max e con un instancabile Boosta alla tastiera, che manovra lo strumento posto sull’ormai nota molla gigante.

Segue un salto temporale di tre lustri. I Subsonica proseguono con “Lazzaro”, il primo singolo estratto dall’ultimo album “Una nave in una foresta”. Le luci verdi continuano a pulsare mentre la batteria di Ninja asseconda e arricchisce i ritmi scanditi dal synt: il suono resta coerente con la traccia d’esordio ma la ricerca si è senz’altro affinata e il risultato appare più deciso e maturo. Colpisce la padronanza del palco di Samuel in “Attacca il panico”: corre, balla, mima il testo e il suo timbro si fa diabolico e stridente sugli acuti.

“La glaciazione”, seguita dal celebre intro di “Discolabirinto”, apre una carrellata di energico rock elettronico, ben sostenuto dai ritmi della batteria sempre più elaborati: gli archi campionati dal synth collegano i pezzi precedenti a “Nuvole rapide” senza soluzione di continuità e il pubblico accompagna questo medley continuando a ballare. Su “Nuova ossessione” Boosta si allunga sulle tastiere poste sopra di lui: è circondato dai suoi stessi strumenti e l’effetto visivo è suggestivo. La storica cover del brano di Battiato “Up patriots to arms”, con il charleston in sedicesimi, carica e invita il pubblico a scatenarsi, e chiude questo primo ciclo di pezzi storici della band.

Samuel si prende poi un momento per introdurre il significato del titolo del loro ultimo lavoro. Infatti, secondo quanto è stato dichiarato sul loro sito ufficiale «Nel dialetto piemontese la traduzione di "una barca nel bosco" è il modo scherzoso per definire una cosa fuori contesto»: la verità popolare viene recuperata come metafora della condizione di solitudine in cui versa l’uomo contemporaneo e in live questa sensazione viene ben espressa dai toni cupi del synth e dall’andamento lento del ritmo, mentre la voce si fa più sofferta ed espressiva nei pezzi “I cerchi degli alberi” e “Di domenica”.

A questo momento intenso segue una pausa: il gruppo esce di scena. L’attesa spezza un po’ il ritmo del concerto ma i Subsonica si fanno perdonare al rientro, con una seconda carrellata di brani potenti. Samuel delega al pubblico la scelta: «Scegliete voi la scaletta, ci sono due strade: la prima è fatta di canzoni d’amore e ritmi delicati.. La seconda di ritmi più aggressivi ma bisogna essere allenati», il pubblico esplode in un unico boato. Lo spettacolo procede senza sosta fino alla cover dei CCCP “Io sto bene”.

La band si prende poi del tempo per ringraziare: lo fa in grande stile, invitando anche i tecnici sul palco. Il concerto si chiude con la celebre “Tutti i miei sbagli”. Dopo due ore ben godute di concerto, i Subsonica decidono di mettersi letteralmente “a nudo” in questo finale, spogliando il pezzo della sua veste elettronica. Tutto quello che il brano perde in termini di ballabilità lo acquista sul piano della potenza e del vigore rock e i cinque restano in piedi di fronte al pubblico al termine della canzone per ricevere i meritati applausi.

(Vittoria Polacci)

SETLIST:

Colpo di pistola
Lazzaro
Attacca il panico
La glaciazione
Discolabirinto
Nuvole rapide
Nuova ossessione
Up patriots to arms
I cerchi degli alberi
Di domenica
Strade
Specchio
Veleno
Depre
Liberi tutti
Il diluvio
L’errore
Piombo
Benzina ogoshi
Io sto bene (cover CCCP)
Preso blu
L’odore
Tutti i miei sbagli

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