Jimi Hendrix, la morte 45 anni fa: i dieci brani più importanti - ASCOLTA

Jimi Hendrix, la morte 45 anni fa: i dieci brani più importanti - ASCOLTA

Divinità delle sei corde, inventore del rock moderno, rivoluzionario, iconoclasta, e tutto il resto: su Jimi Hendrix - scomparso esattamente 45 anni fa, il 18 settembre del 1970 in un hotel di Kensington, Londra - si è scritto e detto di tutto.

Impossibile imprigionare un personaggio così grande, complesso e sfaccettato in mere analisi. Anche perché l'eredita dell'uomo che dalla sua Fender Stratocaster seppe tirare fuori i riff di "Purple haze" e "Foxy lady" è ancora di estrema attualità: il suo sound, che pure ha segnato un'epoca, non è certo un reperto da museo, ma qualcosa di vivo e pulsante, che ancora oggi, a quasi mezzo secolo dall'ultima apparizione pubblica del ragazzo di Seattle che si fece le ossa (musicalmente parlando) come spalla dei big dell'r'n'b del tempo che fu, ispira schiere di musicisti giovanissimi. Che, cosa forse più importante, e indice della vera grandezza di Hendrix, non necessariamente hanno nella chitarra il loro strumento.

Ecco, di seguito, i dieci brani fondamentali - scelti da Classic Rock - registrati da Jimi Hendrix durante la sua carriera. Buon ascolto!

 

"If 6 Was 9" (dal film "Easy rider") - Inserita nella colonna sonora del film culto con Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson, il brano negli anni è stato reinterpretato da, tra gli altri, Bootsy Collins, Tori Amos e David Lee Roth.

 

"Hear My Train A Comin'" - Canzone uscita postuma, in "Blues" del '94, e registrata in due versioni, una elettrica - spesso eseguita dal vivo - e una acustica, nella quale Hendrix mostra le sue doti unplugged.

 

"Who Knows" - Registrata con la Band of Gypsys - cioè con la nuova sezione ritmica composta dal bassista Billy Cox e dal batterista Buddy Miles - e inserita nel primo, unico e omonimo album della formazione, ripreso dal vivo nel corso di quattro concerti a New York tra l'ultimo giorno dell'anno del '69 e il Capodanno del '70.

 

"Ezy Rider" - Ispirata al (quasi) omonimo film, è stata pubblicata (postuma) in "Cry of love" del '71, primo disco firmato da Hendrix uscito dopo la sua morte.

 

"Hey Joe" - Versione del celeberrimo standard rock and roll, fu il primo singolo della Jimi Hendrix Experience a entrare nella top ten nelle classifiche di vendita britanniche, mancando - di contro - l'obbiettivo analogo negli USA: a spedire nella leggenda questa versione fu l'esecuzione della stessa in chiusura allo storico live set che il chitarrista tenne al Festival di Woodstock.

 

"Voodoo Child" - Pubblicata come singolo nel '70, fu anche l'ultimo estratto da un vero e proprio album in studio di Hendrix ad essere immesso sul mercato prima della sua morte.

 

"Burning of the Midnight Lamp" - Fu l'inizio della love story tra Hendrix e il pedale wah-wah, che successivamente sarebbe diventato un tratto distintivo del suo sound.

 

"Little Wing" - Pubblicato in "Axis: bold as love" del 1967, è aperto da uno dei riff più famosi nella storia della chitarra elettrica...

 

"All Along The Watchtower" - L'autore originale del brano, Bob Dylan, riconobbe: "La sua versione [di Jimi Hendrix] mi ha letteralmente sopraffatto". Che altro dire?

 

"Purple Haze" - Due minuti e cinquanta secondi che in classifica non sarebbero mai arrivati, ma che racchiudono un'epoca. Li si ricorda citati in una delle scene più note del capolavoro "Apocalypse now", e da mille altri parti. Fu questo il brano - come traccia d'apertura della versione americana dell'album di debutto "Are You Experienced" - col quale Hendrix si presentò al pubblico...

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