Sondaggio Nielsen: pochissimi utenti vogliono pagare per la musica in streaming

Sondaggio Nielsen: pochissimi utenti vogliono pagare per la musica in streaming

Nielsen ha reso pubblici i risultati del sondaggio Music 360 Report, dedicato ad analizzare i trend fondamentali dell'industria musicale statunitense.

Il dato più macroscopico è che il 91% del campione ascolta musica nella settimana e ben il 75% lo fa online (rispetto allo scorso anno è un 12% in più). Di questi, il 44% utilizza uno smartphone per sentire musica.

Il 61% degli intervistati dichiara che la radio è la fonte principale tramite cui scoprono nuovi artisti - seguono gli amici e i film. Le raccomandazioni e i suggerimenti delle piattaforme online sono solo quarti.

Un dato fondamentale riguarda la propensione alla spesa: i servizi a pagamento sono appena l'11% della spesa totale per la musica. E sol il 9% degli utenti di servizi gratuiti dichiara di essere eventualmente disposto a iscriversi a un servizio a pagamento, mentre ben il 78% dice fermamente di non avere la minima intenzione di pagare... una situazione che mostra uno scenario limitato per lo sviluppo del business model dello streaming.

Il 46% del campione dice che i servizi ad abbonamento come Spotify e Apple Music sono troppo costosi; inoltre l'esistenza di piattaforme come Vevo e YouTube per molti è una valida alternativa all'abbonamento: le alternative gratuite sono - per il 42% degli intervistati - il motivo per cui non hanno alcun abbonamento a piattaforme musicali. 

In pratica, almeno allo stato attuale, emerge che l'industria musicale non può contare troppo sui servizi in abbonamento per aumentare ricavi e revenues: occorre trovare vie più economiche, dato che i prezzi al momento più bassi (intorno ai 10 dollari) sono ancora percepiti in generale come troppo salati.

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