La disputa tra Jack White e i Black Keys pareva essersi chiusa definitivamente lo scorso anno, quando l'ex leader dei White Stripes - che accusava più o meno velatamente il duo di Akron, Ohio, di aver copiato il sound del gruppo che divideva con Meg - con un post su Twitter decise di chiudere le ostilità, augurando ai colleghi (nel frattempo anche loro trasferitisi a Nashville, città dove ha sede la Third Man Records) il successo che meritano. Nelle ultime ore, tuttavia, il livello dello scontro sembra essere tornato al calor bianco: lo riferisce, con una lunga serie di tweet apparsi sul suo account ufficiale, Patrick Carney, il batterista socio fondatore - insieme a Dan Auerbach - del duo.
L'incidente diplomatico avrebbe avuto luogo in un non meglio identificato locale di New York. Ecco, passaggio per passaggio, la ricostruzione di Carney:
"Non avevo mai incontrato Jack White"
"Fino a ieri sera"
"E' arrivato in un bar di New York dove vado spesso con qualche amico e ha cercato di aggredirmi"
"Non mi sono picchiato e nessuno si è picchiato ma è stato pazzesco"
"Ecco perché suono: per gli stronzi prepotenti che mi fanno sentire una nullità. La musica è una cosa privata e non competitiva"
"Non so cosa abbia da lamentarsi. A me piacevano un casino i Led Zeppelin e volevo suonare la chitarra. Poi sono finito a fare il batterista"
"Non uno dei migliori, ma uno di quelli che ci mette passione. Ma veniamo a Jack White: un bullo quarantenne che cerca di aggredire un nerd trentacinquenne"
"Può far rumore [gioco di parole intraducibile con 'It might get loud', film-documentario che tra i protagonisti ha lo stesso White, l'ex chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page e The Edge degli U2] ma sa anche essere molto triste e patetico"
"In pratica Jack White è il corrispettivo umano della stupida maglietta di Billy Corgan con sopra scritto 'zero'"
White, che per il momento ha preferito non replicare, non è la prima volta che perde la pazienza nei locali pubblici: ne sa qualcosa il già leader dei Von Bondies Jason Stollsteimer, che nel 2003, per motivi mai completamente chiariti, fu violentemente aggredito in un bar di Detroit dal collega. Che, a giudicare dalle foto finite all'epoca sui media, dal confronto uscì decisamente vincitore...