Dolcenera ritorna al futuro con 'Le stelle non tremano': 'Con queste canzoni vi racconto la mia filosofia di vita' - INTERVISTA

Dolcenera ritorna al futuro con 'Le stelle non tremano': 'Con queste canzoni vi racconto la mia filosofia di vita' - INTERVISTA

Dolcenera torna sulle scene con un nuovo album di inediti, ideale seguito di "Evoluzione della specie" del 2011, intitolato "Le stelle non tremano"; il disco, disponibile da oggi, venerdì 11 settembre, è un concept che affronta i temi del coraggio e dell'umanità, dell'amore e della resistenza citando letterati e intellettuali quali Platone, Kant, Herman Hesse, Pier Paolo Pasolini e Gandhi. Abbiamo raggiunto telefonicamente la cantautrice salentina per farcelo raccontare.

Questo disco ha avuto una gestazione piuttosto lunga: hai cominciato a scriverlo più di due anni fa. Come è nato e come si è sviluppato il progetto?
"Ho deciso di prendermi tutto il tempo necessario per elaborare uno status di vita nuovo: alla fine mi ci sono voluti due anni e mezzo, ma sono molto soddisfatta del risultato finale. Questo progetto è davvero speciale per me, ci ho messo la faccia: l'ho scritto, arrangiato e prodotto. Ho curato ogni singolo dettaglio degli arrangiamenti degli undici brani, c'è un'attenzione meticolosa e quasi maniacale a livello di suono: un giorno sono stata capace di passare la bellezza di dodici ore su due battute di basso, è assurdo! (ride)".

Perché "Le stelle non tremano"? Cosa rappresenta per te questo titolo?
"E' una metafora per dire che non bisogna avere paura. Io mi ritengo una persona ansiosa, spaventata dal futuro e dai cambiamenti, dal tempo che ci vorrà per uscire da questo stato di incertezza che non permette la realizzazione personale. E' questa la vera crisi: vengono meno tutti i punti di riferimento e arrivi anche a credere di vivere invano. Ad un certo punto ho capito che potevo rispondere alla paura e all'ansia solamente facendo: viviamo in un momento storico in cui individualmente bisogna fare, insegnare l'onestà e provare a fare qualcosa di utile. Bisogna condividere".

Questo disco oscilla tra suoni primordiali e primitivi e altri più futuristici e sperimentali: ti senti più proiettata verso il futuro o rimpiangi il passato?
"Mi sento proiettata verso il futuro e ho fiducia nell'evoluzione e nel progresso avendo coscienza del passato. Nel corso degli ultimi anni sono entrata in contatto con una corrente filosofico-artistica, il transumanesimo, che sostiene sì il recupero delle tradizioni e del passato ma con un atteggiamento volto al futuro. Per dirla in altre parole: l'evoluzione parte sempre da una coscienza storica. Ho cercato di riportare questa filosofia anche nei suoni dell'album, che - appunto - oscilla tra passato e futuro".

Parliamo proprio del suono di queste nuove canzoni: a livello di arrangiamenti e produzioni, "Le stelle non tremano" sembra un disco di rottura nei confronti delle tue produzioni passate.
"Sì, e dirò di più: a volte ho avuto l'impressione di ascoltare l'album di un altro artista. Ho passato momenti, durante le lavorazioni del disco, in cui smettevo di ascoltare i pezzi e quando tornavo a lavorarci avvertivo un'energia particolare, quasi come se non mi appartenessero. Ho scritto queste nuove canzoni spinta da una grande energia e si sente: 'Le stelle non tremano' ha un suono 'synth dance oriented' ed è un disco che riesce a rappresentare bene la mia voglia di crescere e sperimentare".

Dall'ascolto dell'album emerge una leggera forbice tra l'aspetto musicale del disco e quello relativo invece ai testi: la musica, in altre parole, arriva subito, d'impatto, mentre i testi sembrano spiccare solo in un secondo momento.
"Se devo essere sincera, io questa forbice non la percepisco. Non rinuncio e non rinuncerò mai al mio essere cantautrice, anche se faccio parte di una generazione di cantautori diversi: quando De Gregori scriveva 'Alice', a ventidue anni, si ispirava agli stili e ai generi in voga negli Stati Uniti e nell'Inghilterra dell'epoca, che erano le influenze del suo tempo. Oggi le influenze sono altre: ma fare un disco di musica elettronica e dance non significa ignorare i testi (anzi, nei versi di queste canzoni cito intellettuali quali Pasolini, Gandhi, Kant, Platone). Quello che ho cercato di fare è stato creare un mio universo scegliendo suoni e contaminando mondi musicali diversi, sempre stando attenta a rispettare il messaggio: in 'Figli del caos', ad esempio, scritta durante una tournée in Cina di fronte all'umanità cinese che mescolava tradizione e atteggiamenti volti all'apertura nei confronti dell'America, ho messo insieme una batteria in stile newyorkese e violini che suonano su una scala pentatonica; in 'Un peccato', invece, ho preso in prestito alla musica heavy metal una chitarra elettrica lacerante e graffiante per simulare il barrito di un elefante".

In 'Figli del caos' vedi appunto nel caos la causa e la genesi dell'Universo. Credi in qualcosa?
"Sì, credo: credo all'equilibrio delle cose di cui parla il buddismo, credo all'amore per il prossimo tipico del cristianesimo, credo che l'uomo sia propenso ad inventare più che a distruggere. Credo all'amore inteso come umanità e fratellanza. Credo che le guerre di religione siano scaturite solamente da un malinteso, da un errore di lettura delle Sacre Scritture. Credo alle leggi che regolano l'Universo e che noi, puntualmente, ignoriamo".

La tua anima più "socialmente impegnata", in questo disco, emerge in particolar modo in "Credo": "Vige il perbenismo di finti e mascalzoni che prima ti sorridono e poi ti fanno fuori, vizi di potere, farsi benvolere solo per ricevere e per tirare avanti", canti in una strofa della canzone.
"E' un pezzo che vuole in parte fotografare quella che è la nostra società: l'attitudine che abbiamo del favore ci sta spingendo sempre di più contro il valore del valore, ed è questa la vera palla al piede della società. E' un po' quello che dicevo anche in 'Ci vediamo a casa': viviamo senza eroi per chi ci vuol fregare contro questa eredità di forma culturale che da tempo non fa respirare".

E' vero che avresti voluto presentare una canzone di questo disco a Sanremo 2015?
"La canzone non fa parte di questo album, l'ho lasciata fuori dalla tracklist. E' un brano molto importante per me e ho deciso di lasciarlo riposare ancora un po' in attesa della maturità degli eventi".
 

Stai dicendo che il pubblico non è pronto a recepirla?
"Sì, è una canzone particolare: lo è per il messaggio che propone. Ha un testo che arriva nelle viscere e anche musicalmente parlando è decisamente innovativa. Non so quando e se la farò uscire...".

Hai detto in una recente intervista di aver attraversato il momento peggiore della tua vita e della tua carriera dopo la partecipazione a Music Farm: hai parlato di "palazzetti vuoti di ascoltatori e pieni di telespettatori"...
"Mi sentivo acerba, non ancora matura per affrontare un'esperienza del genere, anche se avevo 27 anni e importanti traguardi alle spalle (come la vittoria tra i Giovani al Festival di Sanremo). Il reality musicale, all'epoca, rappresentava un'assoluta novità: gli addetti ai lavori lo disprezzavano e lo etichettavano come trash e le radio non appoggiavano i progetti discografici. E però è proprio grazie a Music Farm che mi sono scoperta artista a 360º: è lì che ho imparato ad arrangiare canzoni".

Torneresti a portare la tua arte e la tua esperienza in tv? Lo scorso anno si parlava di te come di possibile direttore artistico ad Amici: c'era davvero una trattativa in corso?
"No, non c'era alcuna trattativa in corso, ma se riuscissi a portare la mia esperienza e le mie competenze all'interno di un talent, senza lasciare i ragazzi allo sbando e offrendogli il mio sostegno, lo farei volentieri".

Quindi ti senti pronta per aiutare altri artisti?
"Sì, mi sento pronta e lo sto già facendo come produttrice: sto collaborando con un giovane talento, ma non voglio rivelarne il nome per non metterlo in imbarazzo (ride)".

Un'ultima domanda: immagino che non sarà facilissimo portare questo album dal vivo. Puoi anticipare qualcosa?
"Non sarà facile: anche per questo sono rimasta ferma per più di due anni. Per eseguire dal vivo questi nuovi pezzi come si deve mi ci vorrebbero circa 50 elementi. Posso anticiparvi che il tour, comunque, ci sarà: mi esibirò nei teatri, ma non proporrò concerti acustici. Saranno esibizioni fuori dagli schemi, farò ballare il pubblico".

(di Mattia Marzi)

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