NEWS   |   Industria / 11/09/2015

Stefano Senardi (Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, Area Sanremo): "Mi piacciono le cause difficili". Programmi, progetti, proposte.

Stefano Senardi (Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, Area Sanremo): "Mi piacciono le cause difficili". Programmi, progetti, proposte.

 

La definizione di "discografico" è piuttosto riduttiva, se riferita a Stefano Senardi: che discografico lo è stato, in effetti, iniziando alla CGD all'inizio degli anni Ottanta, e diventandone direttore generale, per finire, dopo una lunga e significativa presidenza della Polygram, ad essere titolare di una propria etichetta (la NuN). Ma ha anche diretto RadioFandango, ha curato colonne sonore, è stato direttore artistico di "Live Aid Roma", ha collaborato con la Fondazione Gaber e la Fondazione De André, con Puglia Sound, con le edizioni Sugar, ha messo mano a X Factor e al Festivalbar e al Festival di Sanremo e a "Che tempo che fa", è membro del Consiglio Direttivo del Club Tenco: insomma, è uno dei protagonisti della scena musicale italiana.

Sei stato nominato in aprile Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo. Quali sono i tuoi compiti?

Ho accettato l'incarico per una questione di affetto per la musica: mi piacciono le cause difficili, perché - come è noto - per legge chi ricopre incarichi di questo tipo non percepisce retribuzione. Ho sempre cercato di fare qualcosa per il mio territorio di origine, Imperia, senza però riuscirci; ho avuto un piacevole incontro col sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, e con l'assessore allo spettacolo Daniela Cassini, e loro mi hanno chiesto di contribuire a rimettere in sesto un'orchestra che è stata molto maltrattata negli ultimi anni, fino ad avere una cattiva immagine che non merita, anche perché l'Orchestra Sinfonica di Sanremo forma due terzi dell'orchestra del Festival, è un organico di grandi professionisti che durante il Festival è sottoposto a uno stress estremo, dovendo preparare e suonare qualcosa come cento brani. E' uno sforzo immane, e per di più in diretta, dal vivo: la capacità di questi maestri è ineccepibile. L'orchestra negli ultimi tempi ha perso un po' di credibilità e visibilità, credo anche a causa dell’impostazione di qualcuna delle  ultime direzioni artistiche e di alcune negligenze amministrative, che l'ha portata a indebitarsi. Fermo restando che l'obbiettivo sia stato quello di andare incontro ai dipendenti, sia gli amministrativi che i musicisti, che non percepivano retribuzione da un pezzo, e mettendo praticamente in pari la loro posizione, io e i miei due colleghi Maurizio Caridi e Roberto Pozzi abbiamo tenuto una decina di consigli di amministrazione, che hanno portato a una serie di verifiche: adesso abbiamo un programma abbastanza interessante, per il prossimo anno. Abbiamo intenzione di organizzare eventi con amici cantanti famosi, per fare cassa e dare visibilità all'orchestra. Poi vorrei organizzare qualcosa con Mathieu Mantanus, ospite fisso al programma di Fabio Fazio, e in questo senso sto già parlando con il provveditore agli studi di Imperia, ma anche con Rai 5, per l'organizzazione di corsi di musica classica per "non addetti". Nel frattempo è stata chiusa Sanremo Promotion, una società dalla quale dipendeva Area Sanremo: in una situazione non semplicissima - la chiusura di una struttura con conseguente licenziamento del personale - abbiamo iniziato con un certo ritardo i lavori per l'organizzazione di Area Sanremo di quest'anno, ma sono felice di dire che la settimana scorsa siamo riusciti a impiegare tre ex dipendenti di Sanremo Promotion: per gli anni a venire contiamo, visti i programmi che abbiamo con il Comune e Mauro Pagani, che è il direttore artistico, di fondare una scuola che non sia solo propedeutica al palco dell'Ariston, ma che proponga anche veri e propri diversi master che terremo almeno tre / quattro volte l'anno, per soddisfare le richieste che ci arrivano da tutta Italia, sia dai ragazzini che vogliono andare a partecipare ai talent sia da tutti quelli che vogliano perfezionare uno strumento o, semplicemente, la loro cultura musicale. Oltre a grandi professionisti dei media e della musica, coinvolgerò sicuramente i professionisti dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo. Ho progetti anche per fare girare l'orchestra sinfonica nell'entroterra ligure, posti stupendi e molto frequentati dal turismo in estate, spingendomi fino alle valli del Piemonte: vorrei che la gente della provincia di Imperia ci si affezionasse di più.

Immagino che quest'anno non sia stato possibile mettere in atto significative rivoluzioni nelle modalità di svolgimento di Area Sanremo. Per il futuro che cosa avete in animo di cambiare?

Già quello di quest'anno è un corso vero e proprio, non una semplice tre giorni con cantanti che raccontano il loro punto di vista: è un corso con professionisti e tecnici, con lezioni che spazieranno dal songwriting alla registrazione, passando per le problematiche legali alle quali deve far fronte un artista. Anche in futuro terremo  questo corso di almeno cinque giorni, che non vogliamo vivere solo come un pretesto per trovare i due candidati al palco dell'Ariston - pur rimanendo questa la nostra missione fondamentale, perché noi esistiamo grazie al Festival di Sanremo - ma come un campus che offra il massimo possibile nel lasso di tempo determinato, che dia strumenti che restino - fossero anche dispense cartacee - dei quali gli allievi possano fare tesoro anche in futuro. Durante l'anno terremo corsi di perfezionamento per musicisti, corsi di teoria e storia della musica, spettacoli, spiegando ad esempio come si forma una band, come si legge un contratto discografico: con Mauro abbiamo pensato a diversi tipi di corsi, quattro, uno diverso dall'altro. I corsi di Area Sanremo resteranno sempre collegati al Festival - il comune di Sanremo ha firmato una convenzione con la RAI fino al 2017 incluso - ma li renderemo sempre più interessanti e divertenti. Ci collegheremo subito anche al Club Tenco, a cui l'orchestra regalerà una sua prestazione per la serata che il club quest'anno dedicherà a Francesco Guccini.

L'ultima vittoria al Festival di un Giovane proveniente da Area Sanremo risale al 2008: era Arisa, che arrivava da quello che allora si chiamava SanremoLab; l'unica altra vittoria, in precedenza, era stata quella di Anna Tatangelo, che vinse nel 2002 arrivando da quella che allora si chiamava Accademia di Sanremo. Due sole vittorie su 17 edizioni. C'è una spiegazione, secondo te?

No, direi di no. Negli ultimi anni i talent hanno fatto da padroni, grazie anche al supporto dei network radiofonici. I talent - che hanno il merito di aver riavvicinato i giovanissimi alla musica - creano una fidelizzazione degli ascoltatori così forte che se i ragazzi che vi partecipano si spostano in un altro format, che sia MTV Live o altro, riescono a condizionare l'orientamento delle votazioni. I partecipanti dei talent che vanno a Sanremo hanno in dote un bagaglio di voti impressionante.

Il nostro direttore, Franco Zanetti, che quest'anno farà parte della Commissione che selezionerà gli iscritti, da tempo sostiene che Area Sanremo potrebbe rinunciare alla percentuale del 25% che le consente, secondo la convenzione con la RAI, di portare due finalisti su otto al Festival, e accontentarsi di portare un solo finalista, ma pretendere in cambio di sceglierlo con la propria Commissione, anziché lasciare la scelta ad una Commissione esterna. Tu che ne pensi?

Dovrebbero essere tre, i provenienti da Area Sanremo, perché a far bene i conti il 25% significa più tre che due. Zanetti ha ragione, e aggiungo che su tre selezionati almeno due dovremmo sceglierli noi. Nella commissione di quest'anno il 50% è di gente che ha fatto anche parte della commissione del Festival di Sanremo per conto della Rai, me e Pagani compresi. Siamo più che in grado di decidere noi quali sono i migliori dei nostri, avendo modo di conoscerli grazie a una frequentazione che varia dai cinque ai quindici giorni, piuttosto che una commissione che li vede al massimo per cinque minuti. Su questo non ho dubbi, ma non solo per la mia esperienza personale: conosciamo più noi gli artisti di Area Sanremo che presentiamo alla commissione della Rai piuttosto che la commissione stessa. Questa è sicuramente una vertenza da portare avanti.

Della Commissione, con Zanetti e Massimo Cotto, farai parte anche tu. Quali saranno i criteri con i quali valuterai i candidati?

Il primo criterio, parlando di giovani che sono sconosciuti che partono da zero (per regolamento), è la canzone: i nostri ragazzi non sono quei semilavorati che portano le major, vengono dai piccoli concorsi di provincia: dovranno essere giudicati per quello che è il vero senso del festival di Sanremo, che è la canzone. Quindi inviterò la giuria a votare per la canzone, come si dovrebbe fare per il Festival: chiaro che originalità, padronanza tecnica e presenza scenica verranno tenute in considerazione, ma queste caratteristiche le dò per scontate. Quello di Sanremo è il Festival della Canzone Italiana, e la canzone rimane la cosa più importante: e per questo preferirei scegliere un interprete originale piuttosto che un interprete bravissimo. Perché di gente che canta bene in Italia ne abbiamo fin troppa...

 

(Davide Poliani)