Spotify, allarme per la nuova politica sulla privacy. Chiarimento immediato: 'Scusate'

E' durata meno di una settimana la querelle scaturita dalle nuove linee guida in materia di privacy che Spotify vorrebbe applicare ai propri clienti: la popolare piattaforma streaming, lo scorso 17 agosto, aveva annunciato delle modifiche in materia di trattamento dei dati personali dei propri iscritti che paventando la possibilità che le informazioni fornite al servizio potessero essere utilizzate per indagini di mercato, esponendo così i titolari di un account a rischi di natura personale e informatica. All'annuncio era seguita una vera e propria levata di scudi da parte di semplici fan e opinionisti, che avevano minacciato di disdire il proprio abbonamento nel caso di mancata rinuncia al provvedimento da parte dell'azienda svedese.


Il colosso svedese non ha tardato nel correre ai ripari: in un lungo post - intitolato "Sorry" - apparso sul blog ufficiale della compania Candice Katz, responsabile della comunicazione della società, ha chiesto scusa agli abbonati, tranquillizzando quanti pensavano ad una svolta poco discreta del servizio musicale:


"I cambiamenti annunciati nella policy relativa alla riservatezza hanno generato molta confusione sul tipo di informazioni alle quali avremmo accesso e sull'uso che ne faremo. Per questo ci scusiamo. Avremmo dovuto lavorare meglio nel comunicare il vero significato di queste nuove linee guida e l'utilizzo delle informazioni che i nostri clienti decideranno di comunicarci (...) Potremmo chiedere ai nostri clienti il permesso di raccogliere informazioni da nuove sorgenti come rubriche, localizzazione, e dati presenti su dispositivi mobili al solo scopo di migliorare il servizio che stiamo offrendo (...) Chiedermo sempre, in modo individuale, il permesso a ognuno dei nostri utenti di utilizzare questo tipo di informazioni"


Il concetto è stato ribadito anche dall'amministratore delegato della piattaforma, Daniel Ek, che in un tweet in risposta a un'utente ha assicurato come l'accesso a fonti come GPS e camera dei dispositivi mobili avverrà solo dietro esplicito consenso dell'utente stesso.

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