La Locanda delle Fate, da Asti a 'Compton' (grazie a Dr Dre) - INTERVISTA ESCLUSIVA

La Locanda delle Fate, da Asti a 'Compton' (grazie a Dr Dre) - INTERVISTA ESCLUSIVA

Cosa c'entra una delle gemme (nascoste, almeno all'odierno grande pubblico tricolore) del prog italiano anni Settanta con il peso massimo del gangsta rap west coast appena tornato sulle scene - dopo un'attesa durata sedici anni - con il nuovo album "Compton"? La risposta si trova nel sample sul quale si basa "For the love of money", uno dei brani che il miliardario pigmalione di Eminen e 50 Cent - nonché co-fondatore di Beats, insieme a Jimmy Iovine, rilevata esattamente un anno fa da Apple per la cifra record di oltre 3 miliardi di dollari - ha inserito nella sua ultima e sospirata prova sulla lunga distanza.

I flirt tra i colossi del beatmaking a stelle e strisce e la scena musicale tricolore sono tutto meno che novità, ben inteso: Justin Timberlake, nel 2013, campionò per la sua “When you walked away" (contenuta nell'album “The 20/20 experience”) lo strumentale “Lustful” di Amedeo Minghi, e un anno dopo 50 Cent, per la sua "Everytime I come around", attinse - sempre per un campione - a "Io e te per altri giorni", canzone contenuta sul disco "Parsifal" dei Pooh del '73.

Dr Dre, in quanto a italianità dei loop di "Compton", ha saputo addirittura fare di meglio: non solo, per la nuova "One shot one kill", ha attinto ai Calibro 35 di "Ogni riferimento a fatti accaduti e puramente casuale", ma per "For the love of the money" (sempre contenuta nel nuovissimo "Compton", che nei primi sette giorni sul mercato statunitense ha smerciato la ragguardevole cifra di oltre 300mila unità) ha scelto - come sample portante - l'arpeggio di pianoforte di "Vendesi saggezza", brano di chiusura di "Forse le lucciole non si amano più" di La Locanda delle Fate, album del '77 che segnò il debutto discografico della prog band astigiana.

Due mondi apparentemente distanti anni luce eppure uniti da pochi secondi "isolati" dal brano originale e rielaborati per sostenere le voci di Jill Scott e Jon Connor, che accompagnano il flow di Dre nella canzone appena pubblicata.

Michele Conta, da anni solista al di fuori dei La Locanda delle Fate - "Sto ultimando il mio prossimo disco, sono cinque anni che ci lavoro", ci ha raccontato lui, "L'ho lavorato con Gavin Harrison a Abbey Road, è un progetto molto importante" - il sample utilizzato da Dre l'ha scritto e materialmente suonato durante le session di "Forse le lucciole non si amano più". Ed è molto lusingato dalla scelta del re del gangsta californiano: "L'ho sentito, il pezzo di Dr. Dre: è ben prodotto, di ottima fattura, mi piace", ci spiega, sfatando il luogo comune secondo il quale rap e prog siano due mondi a sé. "Mi sono diplomato al conservatorio ma non sono mai stato uno snob, non ho mai escluso il rap dai miei ascolti solo perché è un genere che viene dalla strada, anche se non ho mai acquistato un disco rap e non credo che inizierò ora. Mi interesso a tutto, mi piace la buona musica, a prescindere dagli steccati di genere. Mi lusinga il fatto che un artista così importante abbia scelto un frammento scritto da me". Lusinghe a parte, Conta spera in qualche riscontro finanziario per la "citazione"? "Non so, ma non lo vedo un problema prioritario", ci risponde lui ridendo: "Per mantenermi ho già un mio lavoro: il riconoscimento nei crediti credo possa bastare".

"E' esilarante che un nostro campione sia stato usato per un brano intitolato 'Per amore dei soldi'", ha spiegato in esclusiva a Rockol un divertito Oscar Mazzoglio, tastierista e uno dei quattro elementi originali rimasti in formazione alla band: "Noi suoniamo per l'arte, per la nostra soddisfazione personale, ma tutto fuorché per i soldi. Con questo mestiere - non c'è bisogno nemmeno più di spiegarlo, ormai - si diventa tutto meno che ricchi. Il sample, infatti, include solo due battute dell'arpeggio originale, suonato durante le session di 'Forse le lucciole non si amano più' da Michele Conta: il limite per essere ammessi alla divisione dei diritti è di quattro battute, quindi noi da questa operazione non guadagneremo una lira. Comunque sì, nonostante di rap non sappia praticamente nulla, fa sempre piacere quando arrivano riconoscimenti al nostro lavoro".

"Forse le lucciole non si amano più" fu pubblicato in origine dalla Polydor, sigla acquisita nel 2010 dal gruppo Universal: siamo proprio sicuri che dagli exploit in classifica del deus ex machina del gangsta rap west coast la Locanda delle Fate (che dell'operazione erano assolutamente all'oscuro) non vedranno un centesimo, a livello editoriale?

Il bassista Luciano Boero, che della band è (anche) il legale rappresentante, nell'apprendere la vicenda si dice "sereno, divertito e lusingato": "Il disco ["Forse le lucciole non si amano più", dal quale è stato estratto il sample] è di proprietà della Polydor, che nel 2010 venne rilevata da Universal, e le edizione sono di 23 Italie / Alfiere. Io non escludo nulla, ma non credo proprio ci siano i presupposti affinché a noi venga in tasca qualcosa. A sentire il campione, dell'arpeggio sono state prese solo le prime 5 note, escludendo le altre tre che avrebbero completato le prime due battute. Provo un sentimento ambivalmente, circa la vicenda: da un lato sono compiaciuto, perché un riconoscimento del genere sancisce il fatto che la nostra musica abbia lasciato un segno, dall'altro non manca un pizzico di rincrescimento, perché per una volta che un autore avrebbe potuto guadagnare qualcosa... Ma va bene così: alla nostra musica fa onore. Meglio questo che niente". Dicendola in modo che capisca anche Dr Dre, not for the love of money, definitely.

 

Intervista esclusiva di Rockol - non è possibile utilizzarne parti senza autorizzazione.

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