EMI, finisce l'era Clary

EMI, finisce l'era Clary
Poche righe, per annunciare un ribaltone in piena regola. Alla EMI si chiude la stagione di Riccardo Clary, in sella alla major dalla primavera del 1998 dopo essere stato per quattro anni a capo della controllata Virgin (e prima ancora in BMG, come responsabile del repertorio internazionale). Uno scarno comunicato diramato nella serata di lunedì, 26 luglio, informa che Jean François Cecillon, presidente del cda di EMI Music Italy, numero uno della major in Europa continentale nonché architetto del riassetto al vertice, intende in questo modo aiutare la società “a rafforzare la propria posizione in un mercato in cambiamento”. Sarà lo stesso Cecillon a sovrintendere all’operato dell’azienda in stretta collaborazione con Beppe Ciaraldi, che sarà nominato unico responsabile della gestione ordinaria della società nel ruolo di managing director, e che affiancherà a quello di general manager dell’etichetta Capitol. Restano al loro posto anche gli altri due componenti del “top team”, con Fabrizio Giannini promosso al ruolo di deputy managing director (in affiancamento a quello di vice president A&R, e cioè di capo dell’ufficio artistico) e Giampietro Paravella confermato general manager dell’etichetta Virgin.
Di Clary, manager estroso e autentico cane sciolto del settore discografico, molti operatori avevano notato negli ultimi mesi l’assenza sospetta dalla scena pubblica. Il suo nome era circolato negli ultimi giorni anche nella ridda di voci incontrollate che si accumulano a proposito del futuro assetto italiano di Sony BMG. Il comunicato EMI, sibillino, preannuncia intanto la diffusione “a tempo debito”di altre notizie riguardanti l’azienda. Si allude forse ad un sostituto di Clary? E potrebbe magari trattarsi di Stefano Senardi, amico del duo di vertice della EMI, Alain Levy e David Munns, dai tempi comuni in PolyGram? Vedremo prossimamente se si tratta solo di "fanta-mercato".
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