Beatles, 50 anni fa il concerto allo Shea Stadium. ASCOLTA

Beatles, 50 anni fa il concerto allo Shea Stadium. ASCOLTA

Cinquant'anni fa, il 15 agosto 1965, i Fab Four tennero l'epico, poi diventato storico, concerto allo Shea Stadium di New York, davanti a un pubblico di 56,000 persone (il più numeroso, all'epoca, mai convenuto per un concerto rock).
Per celebrare l'anniversario, Rockol vi propone un estratto dal volume "1965-1966, La nascita del nuovo rock" (Giunti Editore, 2011) scritto dal nostro direttore Franco Zanetti, e vi mette a disposizione l'audio integrale del concerto.

 

Il 13 agosto del 1965 i Beatles iniziano il loro secondo vero e proprio tour negli Stati Uniti.
La loro prima visita era avvenuta fra il 7 e il 21 febbraio del 1964: in quelle due settimane il gruppo aveva partecipato all’Ed Sullivan Show (il 9 febbraio, a New York), aveva suonato al Coliseum di Washington (l’11 febbraio), aveva tenuto due esibizioni alla Carnegie Hall di New York (una alle 19,45 e una alle 23,15) il 12 febbraio e di nuovo aveva partecipato all’Ed Sullivan Show trasmesso stavolta dall’Hotel Deuville di Miami, Florida (il 16 febbraio).
La prima tournée propriamente detta si era tenuta dal 19 agosto al 20 settembre del 1964: 32 esibizioni, delle quali cinque in Canada, in 34 giorni, con un “package tour” che comprendeva il Bill Black Combo, i Righteous Brothers e Jackie DeShannon.

Il tour aveva debuttato al Cow Palace di San Francisco e aveva chiuso al Paramount Theater di New York con un concerto per beneficenza.
Il tour del 1965 comincia come era finito quello del 1964: sotto il segno dell’Ed Sullivan Show, al quale partecipano per la quarta e ultima volta (in seguito, però, gli concederanno l’anteprima esclusiva di alcuni dei loro filmati promozionali). Il 14 agosto, negli studi della CBS di New York, i Beatles registrano la loro esibizione che sarà poi trasmessa il 12 settembre. Insoddisfatti dell’audio, dopo una prima prova in tarda mattinata chiedono una seconda prova, che avviene dalle 14,30 alla presenza di 700 persone di pubblico. Delle sei canzoni eseguite, cinque saranno nella scaletta fissa dei concerti del tour (“I feel fine”, “Act naturally”, “I’m down”, “Ticket to ride” e “Help!”); la sesta è “Yesterday”, che sarà poi pubblicata su 45 giri negli Stati Uniti (il disco entrerà in classifica il 18 settembre, non a caso subito dopo la trasmissione televisiva dell’Ed Sullivan Show, e ci resterà per 11 settimane, di cui quattro al primo posto).
“Dovevo fare ‘Yesterday’, la mia canzone, da solo, e non l’avevo mai fatta, avevo sempre avuto il gruppo con me. (...) Il direttore di scena mi chiese: ‘Nervoso?’. Risposi di no. E lui: ‘Dovresti esserlo, ti vedranno 73 milioni di persone” (Paul McCartney al “Late Show with Davide Letterman”, luglio 2009).
il 15 agosto, 55,600 fan affollano il William A Shea Municipal Stadium (questo il nome ufficiale dell’impianto, principalmente utilizzato per il baseball), stabilendo - all’epoca - sia il record di presenze a un concerto sia il record di incassi: i botteghini contano 304.000 dollari, dei quali 160.000 vanno ai Beatles. Il promoter è Sid Bernstein, che ha ingaggiato 2,000 persone di security.
Nello stadio, il palcoscenico è collocato in corrispondenza della seconda base. piuttosto lontano dal pubblico, che è assiepato sulle gradinate (non è concesso l’accesso al parterre). I Beatles speravano di poter atterrare con un elicottero direttamente all’interno dello stadio, ma le autorità non lo permettono. Il loro percorso di quel giorno prevede quindi lo spostamento in limousine dal Warwick Hotel all’eliporto di Manhattan East River, e da qui il volo in elicottero fino alla pista di atterraggio alla sommità dell’edificio della World’s Fair, nei Queens. Da qui, a bordo di un furgone blindato della Wells Fargo, i Beatles raggiungeranno lo stadio. Imbarcati sull’elicottero (un Boeing Vertol 107-II della New York Airways) i Beatles sorvolano i grattacieli della metropoli: tutto il viaggio è ripreso in pellicola dalla Sullivan Productions, che in associazione con la NEMS Enterprises di Epstein e la Subafilms dei Beatles realizzerà un documentario dell’evento.
Prima dei Beatles salgono sul palco Brenda Holloway e la King Curtis Band, Cannibal & the Headhunters, i Sounds Incorporated e gli Young Rascals.
John, Paul, George e Ringo arrivano allo stadio alle 21,16. Durante il tragitto hanno ricevuto in regalo quattro distintivi onorari della Wells Fargo, la stella a sei punte con la diligenza in rilievo e la scritta “Wells Fargo Agent”, e Paul McCartney ha promesso che il gruppo indosserà il distintivo durante il concerto. Promessa mantenuta: sulle giacche beige col collarino che costituiscono la “divisa” di quel tour tutti e quattro i Beatles hanno appuntato il distintivo di agente onorario della Well’s Fargo.
I Beatles spuntano dai camerini in corrispondenza della prima base, e corrono, salutati dall’ovazione del pubblico, fino a raggiungere il palco, dal quale Ed Sullivan li sta annunciando con queste parole:
“E adesso, signore e signori, decorati dalla loro nazione, decorati dalla loro Regina, amatissimi qui in America, ecco i Beatles!”.
I nuovi altoparlanti da 100 Watt (!) progettati appositamente per l’occasione dalla Vox si sono rivelati insufficienti, e i Beatles sono amplificati dall’impianto di diffusione sonora dello stadio - con una qualità inevitabilmente scadentissima. Del resto, praticamente nessuno riesce a sentire nulla: lo sbarramento di urla del pubblico è così impressionante da coprire quasi completamente i suoni e le voci.
La scaletta, che sarà poi mantenuta praticamente identica (salvo piccole variazioni occasionali) per tutto il tour, si apre con “Twist and shout”, seguita da “She's a woman”, “I feel fine”, “Dizzy Miss Lizzy”, “Ticket to ride”, “Everybody's trying to be my baby”, “Can't buy me love”, “Baby's in black”, “Act naturally” (in alcune date sostituita da “I wanna be your man”), “A hard day's night”, “Help!” e “I'm down”.
Nel finale del concerto, John suona la parte di organo di “I’m down” con i gomiti. Lo testimonia visualmente lo special di 50 minuti “The Beatles at Shea Stadium”, girato a cura di Ed Sullivan e teletrasmesso per la prima volta in Gran Bretagna, in bianco e nero, da BBC1 il 1 marzo del 1966; negli Stati Uniti il documentario, a colori, verrà proiettato nei cinema a partire dal 10 gennaio del 1967. Nei 48 minuti sono incluse, oltre alle parziali esibizioni dei gruppi-spalla, anche le immagini del trasferimento in elicottero sul luogo del concerto. Non sono invece inserite, dell’esibizione dei Beatles, “She’s a woman” e “Everybody’s trying to be my baby” (probabilmente a causa del fatto che durante le due canzoni si era reso necessario un cambio di bobina di pellicola).
Lo speciale televisivo, mai pubblicato ufficialmente su videocassetta o DVD, ma ampiamente diffuso in bootleg (e oggi su YouTube), è una fedele testimonianza dell’isteria che circondava ogni esibizione dei Beatles; documenta anche la disinvoltura con cui i Beatles affrontano le presentazioni delle loro canzoni (sia John sia Paul, a proposito rispettivamente di “Dizzy Miss Lizzy” e di “Ticket to ride”, non sanno indicare l’album nel quale sono inseriti i due brani - dato che, come è noto, la discografia statunitense, fino a “Revolver”, differisce significativamente da quella britannica).
Non è fedele al vero, invece, la colonna sonora del documentario. In gran segreto, il 5 gennaio del 1966, nei CineTeleSound Studios di Londra (Kensington Gardens Square), a cura di George Martin, i Beatles ri-registrano ampi spezzoni dell’audio del documentario. Paul registra nuove parti di basso per “Dizzy Miss Lizzy”, “Can’t buy me love”, “Baby’s in black” e “I’m down”. Su quest’ultima John risuona la parte d’organo. “I feel fine” e “Help!” vengono completamente ri-registrate, dal vivo in studio, ma cercando di rimanere in sincrono con le immagini filmate. Anche “Ticket to ride” subisce degli aggiustamenti, mentre di “Act naturally” viene utilizzata la versione di studio, opportunamente “truccata”. George Martin vorrebbe ri-registrare “Twist and shout”, ma non c’è tempo: per l’audio del documentario viene quindi fornita la registrazione del brano effettuata il 30 agosto 1965 all’Hollywood Bowl.
I Beatles torneranno allo Shea Stadium poco più di un anno dopo, il 23 agosto 1966: questa volta non faranno il sold out (dei 55,600 biglietti disponibili ne resteranno invenduti 11,000) ma incasseranno più dell’anno precedente (189,000 dollari, cioè il 65 per cento dell’incasso lordo, che sarà di 292,000 dollari). Prima dei Beatles si esibiranno i Remains, Bobby Hebb, i Cyrkle e le Ronettes. I Beatles eseguiranno undici canzoni: “Rock and roll music”, “She's a woman”, “If I needed someone”, “Day tripper”, “Baby's in black”, “I feel fine”, “Yesterday”, “I wanna be your man”, “Nowhere man”, “Paperback writer” e “Long tall Sally”.
Lo Shea Stadium sarà demolito fra il 2008 e il 2009 per permettere l’ampliamento dei parcheggi destinati a servire il nuovo impianto sportivo chiamato Citi Field. L’ultimo concerto nello Shea Stadium sarà tenuto da Billy Joel il 18 luglio del 2008 (vi parteciperà come ospite Paul McCartney, che duetterà con Joel in “I saw her standing there” e “Let it be”): il primo concerto nel nuovo impianto Citi Field si terrà il 17 luglio del 2009, e il protagonista dello show sarà Paul McCartney.

 

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