Barley Arts, parla Claudio Trotta: 'Già al lavoro sui grandi eventi a Imola del 2016'

Barley Arts, parla Claudio Trotta: 'Già al lavoro sui grandi eventi a Imola del 2016'

Claudio Trotta non pecca di falsa modestia quando parla dell'ultimo fiore messo all'occhiello della sua Barley Arts, il concerto di qualche settimana fa degli AC/DC a Imola: "Le tante testimonianza raccolte in prima persona e fattemi pervenire mi convincono che lo scorso 9 luglio, con il nostro lavoro, abbiamo contribuito a innalzare lo standard dei grandi eventi rock in Italia". Nessuno "scippo" nei confronti di Angus Young & Co., "perché tutto quello che è successo sul palco è tutto merito loro, ci mancherebbe", ma è della gestione del 92mila fan accorsi all'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola che il veterano promoter meneghino fa un punto d'orgoglio: "Abbiamo aperto l'area concerti in anticipo, per far sì che la gente potesse entrare senza pressioni o stress, come invece spesso - e purtroppo - accade in occasione dei grandi eventi. E all'interno dello spazio abbiamo allestito dello spazio per bambini e donne in gravidanza, pensando anche a soluzioni per chi patisse invalidità temporanee. Perché chi va ai concerti ha a casa qualcuno che, in nessun caso, deve essere lasciato in pensiero".

Attenzione all'esperienza utente, come la chiamano adesso, con la consapevolezza che comunque tutto sia perfettibile: "Muovere 92mila persone in una sera non è facile, specie in un paese, come l'Italia, dove le autostrade sono a pagamento e l'uso del Telepass non è molto diffuso. Però tutto è andato bene, tanto che stiamo già pensando alle migliorie da apportare per il prossimo anno".

Già, il 2016: Barley Arts ha stretto con i gestori del tracciato e il Comune di Imola un contratto pluriennale di esclusiva: "Per il 2016 abbiamo già in cantiere tre eventi di grandissima portata, all'autodromo Enzo e Dino Ferrari, per i quali speriamo di poter già dare qualche indicazione entro il prossimo novembre". C'entra forse un certo rocker del New Jersey? "Tutto quello che posso dire è che se quel signore decidesse di passare anche il 2016 a casa, sarebbe il terzo anno di fila, per lui. E per come lo conosco non è il tipo...".

Il progetto di Claudio Maioli, manager di Ligabue, che vorrebbe trasformare il Campovolo nella vicina Reggio Emilia - che Barley sfrutterà il prossimo 25 agosto, in occasione dell'esibizione dei Prodigy - in una struttura ad hoc per i grandi eventi dal vivo vedrà Trotta come parte attiva dell'operazione? "Ne abbiamo già parlato, io e Claudio: in virtù dell'accordo con i gestori dell'autodromo, io naturalmente privilegerò - per quanto riguarda le mie attività - Imola, ma posso dirvi quello che ho già detto a lui, e che ripeto da anni: ben venga una struttura dedicata alla musica popolare contemporanea. In Italia non ce ne sono, e se ne nascerà una io volentieri farò la mia parte, se mi verrà chiesto di farla".

I grandi eventi hanno sempre più come corollario il problema del secondary ticketing, le speculazioni via Web sulla compravendita dei biglietti passata ormai agli occhi del pubblico come bagarinaggio online. C'è, secondo Trotta, una vera volontà di combattere il fenomeno? "Per stroncarlo c'è un solo modo, il biglietto nominale. Al di là dell'impegno logistico, significherebbe organizzare una vera e propria schedatura del pubblico. E io, per formazione culturale e politica, è l'ultima cosa che voglio fare. Attenzione, però: il pubblico italiano è giusto che sappia che questo fenomeno non riguarda casa nostra, ma è nato all'estero, dove note rockstar, per i propri tour, spesso scelgono come partner piattaforme di secondary ticketing. E non sono tutti come Springsteen, capace di alzare la voce pur di raddrizzare certe storture. Ci sono promoter internazionali che al proposito adottano la filosofia: 'if you can't beat them, join them'. Che cazzata. Sarebbe come dire: se non riesci a battere la mafia, alleatici".

Meglio pensare al futuro. Barley Arts proseguirà a consolidare il roster tricolore, aggiugendo ai nuovi acquisti Lorenzo Fragola e Niccolò Fabi "altri due o tre nomi", senza dimenticare "gli altri comparti, con le mostre come 'Gateway to space' o 'Goal', che stanno riscuotendo a livello internazionale, o 'Streeat' [dedicata alla street food], per il quale stiamo già lavorando su eventi per l'autunno del 2016". "E un libro", aggiunge Trotta, "che spero di pubblicare entro il prossimo Natale. Perché dopo 36 anni di Barley Arts qualcosa da raccontare ce l'ho...".

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