Neil Young ritira (quasi) tutti i suoi album dai servizi streaming: 'Torneranno quando la qualità musicale smetterà di fare schifo'

Neil Young ritira (quasi) tutti i suoi album dai servizi streaming: 'Torneranno quando la qualità musicale smetterà di fare schifo'

Un paio di settimane fa ci aveva avvertito, con un post molto chiaro al proposito, e nelle ultime ore ha dato prova - casomai ce ne fosse bisogno - di essere di parola: Neil Young ha tolto da tutti i servizi streaming attivi tutti gli album dei quali controlla le edizioni.

A disposizione delle piattaforme digitali sono rimasti solo cinque album del rocker canadese pubblicati dalla Geffen - etichetta dalla quale si separò tra polemiche che sfociarono in citazioni incrociate in tribunale (poi risolte extragiudizialmente) - negli anni Ottanta, "Trans", "Everybody's rockin'", "Old ways", "Landing on Water" e "Life", oltre che alla colonna sonora del film di Jim Jarmush - pubblicata dalla Vapor Music - "Dead man". Di tutto il resto, però, compreso il nuovissimo "The Monsanto years", è stata fatta tabula rasa.

A differenza di colleghi come Taylor Swift e Thom Yorke, che hanno espresso sì perplessità riguardo a piattaforme come Spotify, ma solo riguardo alla gestione e alla ripartizione dei guadagni, Young la sua crociata l'ha intrapresa per ragioni squisistamente artistiche:

"La radio AM rompe il culo allo streaming. Anche le musicassette e i vecchi otto tracce rompono il culo allo streaming, e sono una figata, se paragonate allo streaming. Lo streaming fa schifo, è il peggior formato mai inventato. Se vi piace, tenetevelo: a voi la scelta. Tutta la mia musica, il lavoro della mia vita, è ciò che voglio conservare così come io voglia che sia, e ho già iniziato a farlo, togliendo i miei album dai servizi streaming. Rendete la qualità musicale dello streaming migliore e ce li rimetterò"

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