Snoop Dogg e Marcus Miller dal vivo al Lucca Summer Festival – Il report del concerto

Snoop Dogg e Marcus Miller dal vivo al Lucca Summer Festival – Il report del concerto

Tra le tante combinazioni di artisti che abbiamo visto al Lucca Summer Festival, questa di Marcus Miller e Snoop Doog a chiusura del cartellone sembrava sulla carta la più folle. In effetti lo è stato anche nella pratica, però ci ha dato la possibilità di vedere in Piazza Napoleone non solo un pubblico variegato, ma anche tanti padri quaranta-cinquantenni con figli adolescenti, ognuno dei quali aveva portato l'altro ad ascoltare l'altro artista non preferito. L'impressione è che alla fine entrambi siano rimasti soddisfatti.

Ha iniziato alle 21:00 Marcus Miller, sul palco con una serie di giovani musicisti che dire straordinari è poco. Quindi nominiamoli tutti, a imperitura memoria: Louis Cato alla batteria, Adam Agati alla chitarra, Brett Williams alle tastiere, Alex Hahn al sax, Lee Hogans alla tromba e, infine, un non più giovanissimo ma ugualmente attivo ed energetico Mino Cinelu, percussionista che accompagnò Miles Davis nelle sue ultime tournée.

E poi ovviamente c'è Miller che con il suo basso elettrico è il protagonista principale: oltre a tracciare la ritmica, detta la linea melodica ed è l'interprete di straordinari assoli che, grazie al megaschermo, è possibile vedere in primissimo piano (una delizia e, al tempo stesso, una croce per i bassisti presenti al concerto).

Le composizioni eseguite nel suo set lucchese di un'ora e un quarto sono perlopiù tratte dal suo ultimo “Afrodeezia”, un disco commissionato dall'Unesco e ispirato al percorso dei suoi antenati afroamericani: un viaggio sonoro che parte dalle coste del Senegal dove venivano imbarcati gli schiavi - e quindi world music africana (Hylife) ma anche caraibica (“B's river”) e brasiliana (“We were there” scritta con Djavan) - per poi arrivare negli USA, a Detroit, con l' r'n'b psichedelico della Motown di “Papa was a rolling stone”.

La grandezza di Marcus Miller e della sua band è quella di suonare una jazz fusion di altissima qualità tecnica, ma con un tiro funk da renderlo assolutamente fruibile e apprezzabile anche da un pubblico più vasto, non appassionato del genere e, soprattutto, non di soli musicisti. Insomma, il tentativo di uscire dal genere autocompiaciuto del jazz elettrico funziona alla grande, e il pubblico di Piazza Napoleone apprezza, perfino quella frangia di ragazzotti con canottiera e pantaloni extralarge che non avevano certo pagato il biglietto per vedere lui. Mino Cinelu riesce a far magie anche con un banale triangolo, il chitarrista Agati con maglietta del tour “Back in Black 1980” degli AC/DC dà una tinta rock al suono e certi intermezzi di fiati ci fanno ricordare che fu proprio lui il brillante produttore di quel meraviglioso “Tutu” di Miles Davis.

Considerato che nell'ultimo disco il buon Miller ospita il rapper Chuck D, sarebbe stato bello che sul torrido funk dei Temptation fosse entrato Snoop Dogg a fare un breve ma significativo featuring, ma così purtroppo non è stato.

Il set di Snoop Dogg proposto al Summer Festival poteva essere quello di cinque anni fa, dal momento che sono del tutto assenti tracce dall'ultimo suo disco "Bush" realizzato insieme a Pharrell Williams e i suoi ultimi progetti funk come Snoopzilla (“7 days of Funk”) o come quello del suo alter ego rastafariano Snoop Lion.

Invece il set di meno di un'ora del buon Calvin Broadus e della sua band (dj, batteria, chitarra, tastiera, back rapper/vocal e due ballerine) è una celebrazione del suo classico stile laid back californiano, in cui si alternano i suoi grandi successi come “Gin & Juice”, “So Many Pros” e “Signs” a suoi rilevanti featuring, dall'inno del genere di Dr. Dre “Nuthin' but a "G" Thang” (con il bravo rapper di supporto a fare la parte del milionario creatore di Beats) fino a “California Gurls” di Kathy Perry.

Ma la scaletta del concerto è un vero e proprio omaggio/revival al gangsta rap anni 90 con la riproposizione di pezzi storici di 2Pac, Notorious BIG, fino a 50 cent e “Jump Around” degli House of Pain che fa saltare e infiammare l'intera piazza.

Divertente ma purtroppo niente di nuovo: il veterano Snoop sa stare sul palco e snocciola rime con maestria, ma il dj e la band dietro di lui sono anonimi e talvolta il batterista si fa riconoscere per dei controtempi non proprio ben calibrati.

L'impressione anche qui è che Snoop usi palesemente i suoi show per tirare su soldi al fine di finanziare i suoi business collaterali - l'ultimo dei quali è Eaze, un'app per la spedizione a domicilio di marijuana - e che quindi affronti questi live con il pilota automatico e il motto del “minimo sforzo, massimo risultato”.

Il set si chiude con la ancora molto attuale “Drop it like it's hot” in un trionfo di twerking delle due ballerine, “Young Wild & Free”, manifesto dello stile di vita snoopdoggiano e, come outro, “Jammin'” di Marley suonata su disco mentre Snoop si concede ai fotografi e che ci ha fatto ricordare la vibrante versione live di Lauryn Hill sentita un paio di settimane fa, proprio qui al Lucca Summer Festival.

(Michele Boroni)

MARCUS MILLER
Hylife
B's River
Papa Was a Rollin' Stone (The Temptation cover)
We Were There
Gorée (Go-ray)
I Still Believe I Hear

SNOOP DOGG
Intro (California Love)
The Next Episode (Dr. Dre cover)
Nuthin' but a "G" Thang (Dr. Dre cover)
Bitch Please
That's That Shit
P.I.M.P. (50 Cent cover)
Wet
Signs
Pump Pump
Let's Get High (Dr. Dre cover)
We Can Freak It (Kurupt cover)
Gin & Juice
California Gurls (Katy Perry cover)
I Wanna Fuck You (Akon cover)
I Love Rock 'n' Roll (The Arrows cover)
Hypnotize (The Notorious B.I.G. cover)
2 of Amerikaz Most Wanted (2Pac cover) So Many Pros
Jump Around (House of Pain cover)
Drop It Like It's Hot
Who Am I? (What's My Name?)
Young, Wild & Free
Outro (Jammin')

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