Youtube, per Nielsen 'vale' più di tutti gli altri operatori streaming messi insieme (e per la RIAA è il più avaro a pagare)

Youtube, per Nielsen 'vale' più di tutti gli altri operatori streaming messi insieme (e per la RIAA è il più avaro a pagare)

Due recenti indagini - riferite e comparate da Digital Music News - dipingono uno scenario che potrebbe, in breve tempo, rivoluzionare lo scenario dell'industria musicale mondiale.

Secondo le stime - riferite al 2014 - effettuate dalla Nielsen Youtube, da solo, avrebbe assorbito il 52% della richiesta globale di streaming musicale on demand, erogando 85,3 miliardi di stream nell'arco dei dodici mesi dello scorso anno, contro i 78,6 miliardi (pari al 48% del mercato) dispensati da tutte le altre piattaforme, tra le quali i big Spotify, Deezer, TIDAL, Beats, Rdio eccetera.

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I problemi, per Youtube, non potrebbero arrivare dalla posizione dominante, ma dai suoi rapporti con il mondo dell'industria musicale: secondo l'associazione di categoria americana dei discografici - la RIAA - in termini di corrispettivi ai fornitori di contenuti la popolare piattaforma video, che come abbiamo visto poco fa, è di gran lunga il primo distributore degli stessi in pc, tablet o smartphone di tutto il mondo, vale solo il 13,5% dei guadagni (pari a 147,5 milioni di dollari, sempre nel 2014), contro i 946,4 (pari all'86,5%) versati dagli altri operatori.

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In pratica, Youtube sfrutta moltissimo i cataloghi delle etichette, ma paga molto poco, almeno in proporzione. E questo potrebbe indispettire chi gestisce lo sfruttamento dei cataloghi, che - come extrema ratio, in mancanza di un accordo seguito a una eventuale rinegoziazione degli accordi - potrebbe decidere di togliere i contenuti che controlla. Che, per la piattaforma di proprietà di Google ma prima ancora per gli utenti, potrebbe essere una svolta rivoluzionaria.

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