La Monsanto risponde alle accuse di Neil Young

La Monsanto risponde alle accuse di Neil Young

La Monsanto, società che produce sementi geneticamente modificate ad uso agricolturale - quella citata per nome nel titolo dell'ultimo album del cantautore canadese - ha risposto alla mossa di Neil Young di poche ore fa inviando un comunicato a "Rolling Stone" nel quale contesta le affermazioni dell'artista.
Nel Young aveva scritto, presentando il documentario "Seeding fear":


"Vorrei che guardaste questo breve film, che racconta la storia di una famiglia contadina americana - ma la stessa cosa sta succedendo in tutto il mondo. Vi porterà via dieci minuti del vostro tempo. E' una storia semplice, che spezza il cuore: quella di un uomo che ha combattuto la gigantesca multinazionale, e spiega bene cosa mi ha spinto a scrivere le canzoni di 'The Monsanto years'".

 

La Monsanto sostiene che il signor White non descrive gli avvenimenti in modo trasparente, che ha ammesso di aver consapevolmente e illegalmente seminato, fatto crescere, conservato e rivenduto i semi di soia Roundup Ready, e che questo è documentato negli atti del processo.
Poi continua:


"Quel che ha fatto il signor White è paragonabile a piratare un disco, produrne migliaia di copie e venderle - sapendo che ciò è illegale e che costituisce un comportamento criminale".

 

In un blog su Linkedin, Robb Fraley, direttore delle risorse tecnologiche della Monsanto, ha invitato Neil Young a far visita alla sua società per parlare di quello che essa sta facendo. E fornisce un link a un altro blog, ospitato sul sito della Monsanto, intitolato "Correcting The Monsanto Years", nel quale all'inizio del mese è stata pubblicata la risposta dell'azienda agli attacchi di Neil Young.

 

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