Elton John in concerto al Lucca Summer Festival: il report

Elton John in concerto al Lucca Summer Festival: il report

Mentre esci da un'affollata Piazza Napoleone ti chiedi quante volte Elton John ha bisogno di ricordarci che lui è ancora in piedi, come canta in “I'm still standing”, la sua hit del 1983. Il 68enne di Pinner ieri sera ha dimostrato ancora una volta che quella generazione di rocker non muore mai, offrendo un set di 21 canzoni della sua carriera pluridecennale.

Sale sul palco del Radio2 Summer Festival circa dieci minuti prima del previsto, un po' imbolsito e placcato in una redingotte blu elettrico con strass in tinta con gli occhiali e parte subito con “The Bitch is Back”, che pronunciata da un Sir non è male. Palco spoglio, luci ordinarie, visual nel grande schermo che sembrano screensaver di Windows '95. Insomma, niente effetti speciali: si capisce subito che il protagonista sarà solamente il suo straordinario canzoniere, colonna sonora di gran parte dei nostri ricordi.
Nella prima parte del concerto grande spazio è dedicato a “Goodbye Yellow Brick Road”, 40 anni compiuti nel 2013 e ancora rilevante: “Bennie and the jets”, “Candle in the wind”, “All the Girls love Alice” scorrono veloci e ti chiedi cosa ne sarebbe stato di artisti come Ed Sheeran (che infatti il giorno prima l'ha ospitato e onorato in un suo concerto a Wembley) e John Grant senza questo disco. Durante “Goodbye Yellow Brick Road” alle sue spalle scorrono le immagini naif di animazione e collage tra i Beatles e Monty Phyton che raccontano di eccessi anni 80, matrimoni gay e bambini portati dalla cicogna (sic).

Ogni tanto l'influenza degli anni passati come resident artist nei megahotel di Las Vegas si sente, come negli assoli di piano ad effetto in “Levon” o nell'arrangiamento un po' pacchiano di “Philadelphia Freedom” , ma basta una canzone come “Tiny Dancer” - rivalutata anche dai rocker più oltranzisti grazie al film “Almost Famous” - per farti dimenticare tutto il resto.

La voce di Elton John sembra più decisa e precisa che negli ultimi decenni: ha eliminato totalmente i falsetti, e gli acuti li lascia alla band che lo segue da anni, tra cui il fedele batterista con i guanti bianchi Nigel Olson e il biondo chitarrista Davey Johnstone, dalle pelle carbonizzata dal sole. Le canzoni proposte (tra cui le immortali “Your Song”, “Sorry seems to be..”) sono eseguite in modo fedele rispetto alle originali, anche se qua e là si intravedono qualche piccola variazione come in “Rocket Man”, dove viene messa in prima piano la spaziale tastiera prog dopo un'intro al piano di Elton che mette insieme Mozart, Volare e honky tonk. Il nostro tra una canzone e l'altra gigioneggia, cerca l'applauso e lo ottiene facilmente, benché il pubblico seduto sia impegnato con i propri smartphone a catturare ogni singola immagine del concerto.

Forse i brani più deboli e che suonano decisamente datati sono quelli più up-tempo come “All the girls love Alice”, “Your sister can't twist...” e “Crocodile rock” che chiude il concerto, preceduto però – fuori scaletta – da una versione solo piano di “The One” del 1992 che ripulita da archi e orpelli dell'arrangiamento originale si trasforma in un altro grande classico. E nella calda notte lucchese arrivano pure i brividi.
Si replica stasera alle Terme di Caracalla dove, anche qui, si dimostrerà che la terza età non esiste.

(Michele Boroni)

SETLIST
The Bitch Is Back
Bennie and the Jets
Candle in the Wind
All the Girls Love Alice
Levon
Tiny Dancer
Daniel
Philadelphia Freedom
Goodbye Yellow Brick Road
Rocket Man
I Guess That's Why They Call It the Blues
Your Song
Burn Down the Mission
Sad Songs (Say So Much)
Sorry Seems to Be the Hardest Word
Don't Let the Sun Go Down on Me
I'm Still Standing
Your Sister Can't Twist (But She Can Rock 'n Roll)
Saturday Night's Alright for Fighting

Encore:
The One
Crocodile Rock

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