Arriva il Global Release day: dal 10 luglio i dischi escono il venerdì. E il mercato in Italia segna un +23% nel 2015

Arriva il Global Release day: dal 10 luglio i dischi escono il venerdì. E il mercato in Italia segna un +23% nel 2015

“It’s friday, I’m in love”: lo slogan ricorda la famosa canzone dei Cure, ma si riferisce tutto un’altro amore, quello per la musica in generale. Da venerdì 10 luglio parte il “global release day”, ovvero un giorno unificato di uscite per i nuovi album, a livello internaizone. I “new music fridays”, appunto, di cui nell’industria della musica si parla da lungo tempo. Un percorso lungo, faticoso per il coinvolgimento di diversi paesi (45) e diversi operatori del settore (Industria, rivenditori, rilevatori di classifiche), che si è concretizzato finalmente in questo 2015. La conferma è arrivata lo scorso giugno, e oggi siamo ai nastri di partenza: i dischi verranno “rilasciati” (una brutta ed impropria traduzione del verbo inglese “release” entrata nel linguaggio discografico italiano) alle 00.01 di ogni venerdi.

Alla presentazione dei "New music fridays" oggi, 8 luglio, c’erano i rappresentanti di tutta l’industria musicale italiana. La conferenza stampa, organizzata dalla Federazione Industria Musicale Italiana, si è svolta a Milano negli uffici di GFK (che rileva le classifiche in Italia), alla presenza del presidente FIMI Enzo Mazza, di Mario Limongelli di PMI a rappresentare gli indipendenti, di Barbara Riatti che per GFK ha seguito l’adeguamento delle classifiche alla nuovo sistema di pubblicazione, e di Davide Rossi, direttore di Aires (l’associazione di categoria dei rivenditori di elettronica).

“E’ stata un’operazione non facile da mettere in piedi”, ha spiegato Mazza. “Ma la musica è l’unico settore che prova questa strada, per due motivi. Uno perché è un settore fortemente digitalizzato, con piattaforme aperte 24 ore su 24, con cui è possibile raggiungere i consumatori in ogni momento. E due per combattere la pirateria, per colmare quel delay tra la pubblicazione anticipata di certi paesi che permetteva ai dischi di venire messi in rete illegalmente prima di essere disponibili in altri”. Fino ad ora, infatti, i dischi uscivano di martedì in Italia e diversi altri paesi (come gli Stati Uniti), di lunedì in Inghilterra e tre giorni prima, il venerdì, in diverse nazioni. Il venerdì è stato scelto come giorno perfetto per sfruttare il weekend, momento migliore della vendita fisica. 

Cosa non cambierà è il giorno di consegna delle cllassifiche rilevate da GFK. Arriveranno sempre il venerdì: prima venivano diffuse 4 giorni dopo la chiusura di rilevazione della settimana (da martedì a lunedì). Ora, grazie ad uno sforzo di GFK e dei rivenditori, verranno diffuse il giorno dopo la chiusura del periodo venerdì-giovedì. “Non ci spaventa neanche che la prima consegna sarà venerdì 17”, scherza Barbara Riatti. GFK rileva le classifiche dal 2009 (337 settimane rilevate, 1214 classifiche effettuate, 570 album e 955 singoli certificati) e oggi usa un panel costituito da 6000 negozi, che coprono l’85% del mercato, comprendendo gli specializzati, agli indipendenti, l’ecommerce, gli ipermercati, più ovviamente le piattaforme digitali (download e streaming). “L’Italia è allineata a tutti i paesi. C’è stata una collaborazione a tutto tondo con i retailer e con l’industria”, spiega la Riatti. Non tutti i paesi faranno altrettanto, in realtà: in America le classifiche arriveranno il martedì successivo. Limongelli, a nome della PMI e degli indipendenti ricorda: “La classifica è uno strumento di lavoro essenziale per le aziende e per gli artisti. Ci sono stati momenti in cui l’associazione che ci rappresenta a livello internazionale, IMPALA, non era d’accordo, si voleva pubblicare in libertà secondo i propri marketing. Ma abbiamo collaborato e abbiamo chiesto di essere più attivi, perché una data unica semplifica e tutela tutti”.

Mentre Rossi di Aires, ricorda l’impegno dei rivenditori di elettronica sulla musica sostiene che il fisico è ancora rilevante, i dati diffusi da FIMI ad inizio conferenza parlano di un pareggio imminente con il digitale, già avvenuto in altri paesi, che si avvicina a grandi passi relativi ai primi sei mesi del 2015 parlano di un mercato in netta crescita. Nel 2014 il segno “+” era del 4 per cento, nei primi sei mesi è addirittura del 23%, con un + 22% per il fisico, + 23% per il digitale (il 43%:). Lo streaming fa segnare un + 37%: ora vale il 26% del mercato.

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