Thielen (Bertelsmann): 'Sony BMG non avrà vita facile'

Thielen (Bertelsmann): 'Sony BMG non avrà vita facile'
Scatta l’ora dei primi “summit” alla luce del sole, tra i pezzi da novanta della neonata Sony BMG (anche se in realtà il documento formale di costituzione della società verrà firmato solo nei prossimi giorni, forse settimane). E’ il momento di delineare, a grandi linee, il menù della “dieta” che dovrebbe consentire di risparmiare fino a 350 milioni di dollari all’anno: e testate autorevoli come il Financial Times rinfocolano le prime indiscrezioni che parlavano di circa 2 mila esuberi, il 25 % della forza lavoro, tra gli organici combinati delle due società (vedi News). Si fa notare che sia il presidente Rolf Schmidt-Holtz che l’amministratore delegato Andy Lack non sono “uomini di musica” (provengono entrambi dalla televisione, RTL/Bertelsmann e NBC americana rispettivamente, vedi News), e che dunque non si faranno coinvolgere emotivamente dal fatto di dover intervenire col bisturi sul corpo malaticcio delle due case discografiche.
Lack, che ha già ridotto la sua squadra di 1000 unità da quando è a capo della Sony Music, affiderà a Michael Smellie (uomo BMG) il compito ingrato di tagliare teste ed elidere funzioni: finora, a quanto pare, i due hanno calcolato di poter risparmiare circa 80 milioni di dollari all’anno dalla razionalizzazione dei sistemi informativi, mentre interventi radicali sono attesi anche nelle aree del management, delle vendite e del marketing. L’idea di base sarebbe di salvare invece gli investimenti “creativi”, utilizzando le risorse risparmiate in altri settori per promuovere i talenti della scuderia (da cui è presumibile comunque che ci siano parecchie fuoriuscite, come sempre accade in questi casi).
Intanto, però, in una nota ai dipendenti, il presidente di Bertelsmann Gunter Thielen ha frenato gli entusiasmi dei suoi generali con realismo tutto teutonico: “Anche fianco a fianco”, ha scritto il manager tedesco, “BMG e Sony Music continueranno a fronteggiare un mercato difficile e competitivo che non si è affatto ripreso dai gravissimi collassi degli ultimi anni. Pressione sui prezzi, contraffazione dei prodotti, l’influenza crescente dei grandi attori del commercio, la concorrenza dei media digitali: i problemi rimangono quelli di prima”.
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