Gli Who ad Hyde Park omaggiano John Entwistle, Keith Moon e Paul Weller

Gli Who ad Hyde Park omaggiano John Entwistle, Keith Moon e Paul Weller

All’inizio di questa settimana Pete Townshend aveva dichiarato che gli Who si scioglieranno quest’anno. Alla fine del concerto, dopo “Won’t get fooled again” parlando alla folla che gremiva Hyde Park ha detto che “Non pensavamo di riuscire ad arrivare fino alla fine della settimana ma ora eccoci qui insieme a voi”. E quando si è innalzato dal pubblico il vecchio inno “We are the mods”, Pete ha detto, “Non siete mods, siete troppo vecchi per essere mods. We are the sods (siete dei bastardi)”.

In precedenza il settantenne chitarrista aveva reso omaggio all’originario bassista del gruppo John Entwistle, morto di infarto nel 2002, e al batterista Keith Moon, morto di overdose nel 1978. Introducendo l’attuale bassista Pino Palladino ha detto che sostituire Entwistle è un lavoro improbo ma che Palladino oggi è probabilmente il miglior bassista del mondo. Parole d’affetto anche per Zak Starkey, il figlio di Ringo Starr che siede dietro la batteria: “Durante il concerto negli schermi dietro di noi sono passate le immagini di Keith Moon, mi manca terribilmente. Ma prima di andarsene Keith ha dato a Zak il kit di istruzioni per la batteria così che il ragazzo potesse studiare l’arte del coglione””.

Nella serata non sono mancate altre dediche. Introducendo “The kids are alright”, Roger Daltrey ha detto che solitamente non esaudisce richieste ma questa è per Paul Weller che ci ha chiesto di suonarla. Pete lo ha interrotto “Pensavo avremmo suonato qualcos’altro”. Al che, un sorridente Daltrey ha prontamente risposto “Compilo la setlist la sera prima del concerto, poi mi dimentico tutto. Anche prima di proporre “Pictures of Lily” il chitarrista della gloriosa band inglese ha ricordato Paul Weller: “In realtà questa è la canzone che ci ha chiesto di fare Paul Weller. Ce l’ha chiesto via mail. Lui riportò in auge l’interesse per I mod, è un onore suonare con lui. E’ un po’ che non la facciamo, quasi sicuramente verrà una merda.”

Il concerto degli Who è durato circa due ore e sugli schermi sono passate immagini riconducibili all’intera iconografia della band. Così come sul palco Pete Townshend non ha mancato di suonare la chitarra mulinando le braccia, suo marchio di fabbrica. E Roger Daltrey non ha mancato di regalare l’indimenticabile assolo di armonica di “Baba O’Riley”.

Prima del live degli Who sis ono esibiti, Paul Weller che ha proposto tre canzoni del suo periodo mod con i Jam - “That’s entertainment”, “Start” e l’immancabile “A town called malice” in chiusura di set – oltre a cinque canzoni del nuovo album ”Saturns pattern”. Tra una canzone e l’altra il minimo indispensabile: “Abbiamo solo un’ora, non possiamo perdere tempo”, ha detto.

Oltre a Paul Weller, ad Hyde Park in concerto anche i Kaiser Chiefs che spesso propongono dal vivo “Pinball wizard” degli Who ma che questa volta, come rivelato all’NME prima del concerto, forse non è il caso di farla.

Prima dei Kaiser Chiefs sul palco anche Johnny Marr che ha fatto cinque canzoni dai suoi due album solisti e le canzoni degli Smiths ‘Stop me if you think that you’ve heard this one before’, ‘There is a light that never goes out’ e, in chiusura, ‘How soon is now?’. E anche la cover di “I fought the law” di Bobby Fuller, portata al successo dai Clash. “Mi sono dimenticato di dedicarla a Mick Jones che oggi compie 60 anni. Penso avrebbe gradito.”. Un fan ha richiesto a gran voce all’ex componente degli Smiths la canzone dei Mumford & Sons “I will wait” ma Marr ha risposto: “Non è una mia canzone. E’ fatta da una di quelle band con le barbe. Vedi una cazzo di barba su questo palco?” Setlist del concerto

‘I can’t explain’
‘The seeker’
‘Who are you’
‘The kids are alright’
‘Pictures of Lily’
‘I can see for miles’
‘My Generation’
‘Behind blue eyes’
‘Bargain’
‘Join together’
‘You better you bet’
‘I’m one’
‘Love reign o’er me’
‘Eminence front’
‘Amazing journey/Sparks’
‘Pinball wizard’
‘See Me Feel Me/Listening To You’
‘Baba O’Riley’
‘Won’t get fooled again’
 

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