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NEWS   |   Industria / 28/07/2004

Sony BMG: subito al lavoro per integrare le due società

Sony BMG: subito al lavoro per integrare le due società
Ottenuta l’approvazione alla fusione anche da parte della Federal Trade Commission americana, dopo il sì già pronunciato dalla Commissione Europea (vedi News), Sony e BMG dovrebbero iniziare a lavorare al complesso piano di integrazione aziendale entro le prossime due settimane per poi completare il disegno della nuova struttura, almeno nelle sue linee fondamentali, entro il 2005.
Secondo il Los Angeles Times, i neo dirigenti della super major (25 % di market share nel mondo, 33 % negli Stati Uniti) cercheranno di conseguire le riduzioni prefissate nei costi di esercizio (350-400 milioni di dollari all’anno) combinando organici e strutture delle etichette controllate in quasi 50 paesi, mentre negli Stati Uniti verrebbero sacrificati proprietà immobiliari, uffici amministrativi, legali e di back office e ridimensionate divisioni specializzate come quella destinata a gestire il repertorio di musica classica.
Confermato il vertice della piramide (accanto al capo di BMG Rolf Schmidt-Holtz, presidente con funzioni non esecutive, e al capo Sony Music Andrew Lack, amministratore delegato, ci saranno Michael Smellie, BMG, nel ruolo di responsabile operativo e Kevin Kelleher, Sony, in quello di direttore finanziario), sembra di capire che i “music men” Don Ienner (Sony) e Clive Davis (BMG) siano destinati a restare al comando dei rispettivi gruppi di etichette facendo base nei loro uffici di New York. Ma voci delle ultime ore ipotizzano anche un possibile reclutamento di Roger Ames, ex numero uno di Warner Music (vedi News), a cui potrebbe essere affidata la responsabilità delle operazioni internazionali.
Schmidt-Holtz, intanto, ha parlato di “occasione storica”, a proposito delle prospettive dischiuse dalla fusione. “Con Lack”, ha dichiarato, “mescoleremo il meglio di BMG e di Sony per creare una casa discografica dal volto nuovo. La creazione di Sony BMG ci permetterà di investire nei nostri centri creativi e di appoggiare i nostri artisti in modi che altrimenti non sarebbero stati possibili”.