Foo Fighters, tour estivo europeo cancellato: e adesso? Le tante domande (e qualche risposta)

Foo Fighters, tour estivo europeo cancellato: e adesso? Le tante domande (e qualche risposta)

Adesso che le (a ragion veduta timorose, anche di fronte a una prima stima talmente ottimista da rasentare l'idealismo) platee europee sono state messe di fronte al fatto compiuto, cioè che Dave Grohl sarà sì l'icona rock più accreditata dei giorni nostri ma non è Superman, e con un perone rotto tutta la buona volontà del mondo difficilmente può bastare a imbastire uno show da due ore e venti canzoni, ai fan della band capitanata dal già batterista dei Foo Fighters non resta che leccarsi la ferita - comunque meno grave di una gamba rotta - e interrogarsi sul da farsi.


I tanti che in programma avevano una capatina a Wembley avranno diritto al rimborso del biglietto (a questo indirizzo maggiori informazioni), non avendo il management del gruppo ipotizzato una possibile data per il recupero delle due date: chi avesse già prenotato volo e pernottamento, però, non si aspetti comprensione da parte di operatori turistici e compagnie aeree, e si prepari - a meno che di non voler rinunciare alla trasferta - a una due giorni fuori programma all'ombra del Big Ben.


Più complessa - e oggetto di forte dibattito - è la situazione sul versante festival: comprando un biglietto di una rassegna si acquista un pacchetto di live e l'improvvisa cancellazione di uno di essi - fosse anche quello di un headliner, come nel caso in esame - non dà diritto a chiedere il rimborso del tagliando. La clausola è messa bene in evidenza sul sito del Rock Werchter ("Changes to the programme are no reason for a full or partial refund of the festival ticket"), unico raduno continentale della tranche salvata in un primo momento (dopo la cancellazione, subito dopo l'incidente di Goteborg, dei set Pinkpop Festival, in Olanda, e alla AFG Arena di San Gallo, in Svizzera) rimasto nel calendario dei Foo Fighters. Il sito della rassegna belga promette novità imminenti, verosimilmente inerenti al nome dei sostituti di Grohl e compagni.


Ancora più sfaccettata, se possibile, è la situazione riguardo al festival di Glastonbury: l'esibizione su leggendario Pyramid Stage, il palco principale della rassegna di Michael Eavis, rappresentava per Grohl e soci uno degli appuntamenti clou della branca europea del tour estivo. I bookmaker, nella mattinata di oggi, si sono sbizzarriti nell'ipotizzare gli eventuali sostituti dei Foo Fighters, scomodando i nomi di - tra gli altri - AC/DC, Stone Roses e Blur. Alla fine, a spuntarla, è stata Florence Welch, per uno scherzo del destino anche lei reduce da un infortunio procuratasi sul palco del Coachella Festival, lo scorso mese di aprile: una sostituzione, questa, solo in teoria, perché la band capitanata dalla cantante di Camberwell era già stata scritturata per la rassegna, prima ancora che lo fosse il gruppo dell'ex sodale di Kurt Cobain. Il pubblico si è diviso: se da una parte c'è chi - pur apprezzando i Florence and the Machine - ha giudicato azzardata la mossa, per una realtà tutto sommato ancora lontana dalla maturità (e della consacrazione), dall'altra la promozione di una donna a headliner di una manifestazione che ha avuto in artisti di sesso maschile la gran parte delle proprie punte di diamante (pur, da qualche anno a questa parte, con una donna - la figlia dello storico patron - alla guida della direzione artistica) è stata salutata come una doverosa apertura alle pari opportunità. Non risulta siano pervenute, tuttavia, richieste di rimborso: perché il "Glasto" più che un festival è un'esperienza, che da decenni colleziona sold-out con impressionante regolarità. E con la fatica che si fa ad acquistare il biglietto, nemmeno la defezione del "più tosto figlio di puttana che si possa mai incontrare" vale un passo indietro...

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