Francesco Sarcina: 'Col nuovo album ho scoperto la 'Femmina' che c'è in me'

Francesco Sarcina: 'Col nuovo album ho scoperto la 'Femmina' che c'è in me'

Il già frontman dei Le Vibrazioni è scappato dalla città - la sua, Milano - già da qualche anno, e alle soglie dei quaranta vive in un villetta (con studio annesso) in una tranquillissimo quartiere residenziale dell'hinterland meneghino, in mezzo alla campagna: una casa, una compagna (anzi, futura moglie, date le nozze imminenti), un figlio e un'altra bambina in arrivo.

La macchina - familiare, of course - parcheggiata nella piazzola prospiciente il patio, a pochi metri dal giardino ben curato. E lui che si lamenta dei vicini, che "la domenica si mettono a fare bricolage e fanno un casino tremendo". Mancano solo i nani da giardino, rimpiazzati da una riproduzione lignea del volto di Bob Marley, con tra le labbra la canna d'ordinanza, appeso al muro a sorvegliare l'uscio. "Che quando torno a casa la notte, magari un po' stanco, mi spaventa sempre", racconta divertito, parlando delle ristrutturazioni da programmare.

La notizia è che Francesco Sarcina non è uno dei quei rocker che hanno paura di invecchiare, anzi. "Urlare 'io sto bene' non è mai facile, perché scivolare nella banalità è questione di attimi", spiega lui, rilassato e scamiciatissimo, nel suo giardino alla pattuglia di giornalisti consegnata a domicilio per la presentazione della sua seconda prova da solista, "Femmina", disponibile da oggi, 19 maggio: "Però se arrivi a questa condizione dopo aver vissuto, dopo aver sofferto, allora questa ammissione ha un potenza incredibile".

E si ritorna a "Femmina", "un album sincero, che non vuole ostentare nulla", lo descrive lui, "E puramente romantico. Ho cantanto tanto il romanticismo, in passato, ma mai come in questo periodo lo sto sentendo. In altri periodi ero più inquieto, e scrivere, per me, è come fare autoanalisi. Un disco è sempre un po' come un album fotografico che racconta un momento, e questo disco racconta di un momento di quiete".

Una quiete relativa, se non altro per i tempi - "Io", il suo debutto in proprio, risale a nemmeno due anni fa - e gli impegni di lavoro: "Sono stato costretto ad allestire in mini studio nel camerino di 'Amici' [talent al quale Sarcina ha preso parte in veste di vocal coach] per lavorarci.

E 'Amici', potete bene immaginare, è un impegno che ti assorbe completamente. Poi ho dovuto fare ricorso a degli autori, e per me, che sono sempre stato abituato a lavorare da solo, non è stato facile, all'inizio. Mi sono reso conto solo in corso d'opera quanto questa esperienza sia stata formativa, per me, come artista e come persona. Grazie al confronto coi miei collaboratori - tra i quali voglio ricordare Ermal [Meta, frontman dei La Fame di Camilla], artista bravissimo che seguivo già da tempo - ho scoperto lati del mio carattere che nemmeno immaginavo di avere. Il mio lato femminile, tra gli altri".

Un album romantico, femminile, lontano dal Sarcina che in tanti conoscevano, o pensavano di conoscere: "Mi piace pensare che il messaggio fondamentale dell'album sia quello consegnato al singolo [la title track]: è un concetto che ha a che fare con l'abbandono, col sapersi lasciare cadere nelle braccia di qualcun altro. E' molto difficile, specie quando si inizia ad avere una certa età, perché il passare degli anni indurisce. Io stesso pensavo di essermi indurito, poi però grazie alla mia compagna ho scoperto di avere davvero bisogno di quell'amore del quale ho sempre cantanto".

All'album, vuole la prassi discografica, segue un tour, e Sarcina non scappa.

"Però non farò come una volta, tipo sessanta date in due mesi, per poi arrivare col fiato corto a metà stagione", assicura lui: "Per prima cosa farò due eventi, perché questi sono tempi dove è meglio dare il massimo in occasioni particolari. Per il momento abbiamo programmato due date, una il 2 ottobre all'Orion di Roma e un'altra il 9 al Fabrique di Milano: nel caso dovessimo fare sold-out, siamo pronti a organizzare due residency. Con me ci sarà anche Alessandro Diedda [il batterista dei Le Vibrazioni]: suoniamo insieme da quando abbiamo quindici anni, siamo passati attraverso un mucchio di gruppi. Per me è più di un collaboratore e un amico, è un fratello. Poi è uno che picchia duro, e averlo alle spalle mi dà forza, sia a livello artistico che a livello umano". E' inesauribile, Sarcina, come il brano - l'ultimo nella tracklist, "Inesauribile", appunto - che lui dice di preferire: "Sì, perché dà il senso della chiusura di un ciclo, che nel disco inizia con 'Femmina'. E la femmina, al di là della natura sessuale, è la base della vita, e quindi - per definizione - inesauribile".

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