Federico Poggipollini torna con 'Nero', disco tra rock e blues ispirato a Black Keys e White Stripes - INTERVISTA

Federico Poggipollini torna con 'Nero', disco tra rock e blues ispirato a Black Keys e White Stripes - INTERVISTA
Credits: Daniela Tudisca

Federico Poggipollini aggiunge un nuovo disco alla sua carriera solista, iniziata nel 1998 con l'album "Via Zamboni 59"; a distanza di sei anni dalla pubblicazione della sua ultima prova, l'album "Caos cosmico", il chitarrista torna infatti sulle scene con un nuovo lavoro intitolato "Nero".

Prodotto da Michael Urbano, batterista e produttore già al fianco di Zucchero e di Ligabue, il disco - in uscita il prossimo 26 maggio - è stato registrato in presa diretta fra Bologna e Berkeley, in California: "Ho conosciuto Michael nel 2008 e sono rimasto affascinato dal suo modo di lavorare e dal suo suono: era esattamente quello che cercavo", racconta a Rockol Poggipollini, presentando l'album, "così, ho deciso di affidare la produzione e gli arrangiamenti di 'Nero' a Michael, che ha cercato di esaltare le caratteristiche essenziali del disco e di metterne a fuoco il sound". Quello proposto dal chitarrista con "Nero" è un rock di radice blues, ispirato a band come i Black Keys o i White Stripes, che hanno utilizzato il blues riportandolo in chiave rock moderna: "E' un suono molto chiaro: volevo fare qualcosa di estremo, non in linea con la tradizione classica italiana. La voce, ad esempio, è perfettamente integrata al resto degli strumenti, non è mai in primo piano. Questo è un disco sincero, dentro c'è tutto il mio background", spiega Poggipollini, "da qui il titolo del disco: il nero è un non-colore. All'interno dell'album, poi, ci sono molti riferimenti alla musica nera e blues".

All'interno di "Nero" sono inclusi brani i cui testi, in partenza scritti in finto inglese "per riuscire ad essere molto musicali", come racconta il chitarrista, sono stati poi riportati in italiano seguendo la fonetica inglese; Poggipollini ha voluto coinvolgere in questo lavoro persone a lui molto vicine: "Inizialmente, i brani contenuti nel disco erano interpretati da altri cantanti, non da me, ed erano stati realizzati anche alcuni provini, a tal proposito", rivela a Rockol il musicista, "poi, però, ci abbiamo ripensato: così, ho iniziato a lavorare ai testi. Questo lavoro mi ha visto essere attento tanto alla melodia e al suono quanto alle parole: è un disco che mi appartiene in tutto e per tutto".

Per registrare "Nero" sono stati impiegati strumenti di fabbricazione italiana d'epoca (chitarre Galanti, Meazzi ed Eko, amplificatori Davoli, Steelphon e Fbt, tastiere Farfisa e Crumar): "Sono un culture del suono, ho una collezione di strumenti italiani d'epoca, alcuni pure in ottime condizioni. Ho usato questi strumenti esattamente nello stesso modo in cui venivano usati all'epoca: l'ho fatto perché volevo divertirmi, anche, e scoprire cose diverse, sperimentare. Il risultato finale? Mi piace tantissimo", spiega entusiasta Poggipollini. Il tour di supporto al disco partirà a giugno: "Questo è un disco molto particolare, il più rock che io abbia mai fatto. Per questo, cercherò di portarlo fuori il più possibile e di mantenermi coerente alle scelte fatte, partecipando a diversi festival rock estivi".

(di Mattia Marzi)

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