NEWS   |   Italia / 15/05/2015

Simon Cowell a Milano: parla l'ideatore di 'X Factor'

Simon Cowell a Milano: parla l'ideatore di 'X Factor'

Scarpe nere stringate a punta, jeans, t-shirt a scollo largo, in mano una bottiglietta di Coca Cola che sorseggia con la cannuccia. A vederlo così, Simon Cowell potrebbe essere un turista inglese giunto a Milano per EXPO. E invece è uno dei player più influenti del pop contemporaneo. Ideatore di X Factor e del format Got Talent, ieri sera è stato ospite per la prima volta di un'edizione non inglese di un suo talent, a Italia's Got Talent dove ha proclamato vincitore l'illusionista Simone Al Ani. Affiancato dai vertici di Sky e Fremantle Media Italia, è a Milano anche per lanciare la nona stagione italiana di X Factor, di cui sono iniziati i casting (il prossimo è a Bologna dal 23 al 25 maggio). Due le novità. La prima riguarda la giuria: al fianco dei confermati Mika e Fedez, ci sono la new entry Skin degli Skunk Anansie e il figliol prodigo Elio. E' la giuria più musicale di sempre - per la prima volta si tratta di quattro cantanti - per quella che viene annunciata come "l'edizione più musicale di sempre". Altra novità, il talent si apre alla categoria delle band. Confermato il conduttore Alessandro Cattelan, alla sua quinta edizione.

Quando gli si chiede come nascono idee come X Factor, Simon Cowell risponde che "è necessario essere ubriachi". Sembra piuttosto serio. "Non credo sia possibile arrivare a un'idea brillante se prima non si è bevuto. Quindi la prima mossa da fare è versarti una vodka & soda. E poi devi essere in grado di ascoltare più che parlare. Gli show devono essere rilevanti per un pubblico giovane, devi capirne le esigenze. E non credo che ricorrere a trucchetti sia una buona idea. Non esiste che un giudice ascolti un cantante dandogli le spalle e poi scopra chi è una volta girata la poltrona", dice a proposito del format di The Voice of Italy. E allora qual è il segreto di X Factor? "A differenza di altri talent, il programma non è più importante dei concorrenti. E' un veicolo per gli artisti. E, cosa fondamentale, fa sì che i cantanti abbiano una carriera una volta finito lo show. La produzione italiana di X Factor è la migliore al mondo, i vostri giudici in grado di partecipare a qualunque edizione all'estero: sono generosi e vogliono davvero trovare una star". E lui, come fa a capire se di fronte a sé ha un talento? "Non sono io a trovare le star, sono loro che trovano me. E poi un talento lo riconosci subito, come mi è successo con One Direction e Leona Lewis". La sua etichetta discografica Syco Music, parte della più ampia società Syco Entertainment che partecipa sia alle riunioni creative dell'edizione italiana di X Factor sia allo sfruttamento discografico degli artisti, ha accompagnato al successo anche Susan Boyle e Il Divo, fra gli altri. Si stima che gli artisti usciti dal talent abbiano venduto nel complesso 200 milioni di dischi in tutto il mondo.

Cowell è una personalità controversa: l'americano Time lo ha inserito per due volte nell'elenco delle 100 persone più influenti al mondo, l'inglese Channel 4 nella lista dei 100 peggiori cittadini britannici di sempre. Martin Gore dei Depeche Mode, John Lydon e Fatboy Slim sono solo alcuni degli artisti che hanno assunto posizioni dure nei suoi confronti. Le biografie non autorizzate a lui dedicate hanno titoli come "Dolce vendetta" e "L'uomo che ha cambiato il mondo". Quella ufficiale del 2004 prende nome da una delle sue espressioni preferite che prelude a un giudizio tranciante: "I don't mean to be rude, but..." (non è mia intenzione essere sgarbato, ma...). E' la stessa che usa oggi quando Rockol gli chiede di Andrea Faustini, il concorrente italiano che ha partecipato all'ultima edizione inglese di X Factor classificandosi al terzo posto. "Non vorrei essere sgarbato, o forse sì, ma qui da voi avete artisti migliori di lui. Che è poi il motivo per cui è venuto in Inghilterra". Faustini ha firmato con la RCA e dovrebbe pubblicare l'album di debutto nel corso del 2015.

Il campo d'azione di Cowell è sempre più esteso. Scopo: intercettare i bisogni di quella che chiama YouTube Generation. E' fra i produttori del nuovo talent "La banda" sulla ricerca di una nuova boy band latina. Tra i giudici c'è Laura Pausini. "Stiamo già girando. Partiamo dall'America Latina, ma miriamo a portare il format in tutto il mondo. Stiamo lavorando anche a un talent sui deejay. Lo annunceremo presto, perciò non posso dire granché se non che il partner è Yahoo e perciò avrà un sapore globale". Globale è la parola giusta per descrivere la prospettiva di Cowell. "La differenza fra X Factor italiano e quello inglese? Nessuna. Non importa dove vivi, il mondo è diventato piccolo. Contano solo talento e carisma. E lo standard degli artisti italiani è fra i migliori".

Quando l'inglese lascia la sala, atteso da una produzione Sky, prendono la parola i giudici. Skin: "Tempo fa avevo detto al manager che volevo far qualcosa di completamente diverso. X Factor è una sfida e magari anche un'opportunità per una stronza come me di incasinare un po' il programma. Vedrete una Skin diversa, aspettatevi l'inaspettato. Sono una che si mette a fare la dj techno alle 4 di mattina, ma che ama anche il country. In quando alla lingua, mi sto preparando. Gli italiani sono gentili con chi non parla bene la loro lingua, mica come i francesi e i tedeschi". Elio, in completo azzurro, apre la giacca per mostrare la t-shirt dov'è scritto l'hashtag #vuolsicosìcolàdovesipuoteciòchesivuoleepiùnondimandare, "per fare tornare di moda Dante tramite Twitter" e afferma che la sua presenza "E' un richiamo all'italianità, quella dei pappagalli anni '70 col pelo che usciva dalla camicia". Fedez, che indossa una t-shirt con una Madonna trasformata in una supereroina, annuncia di avere messo sotto contratto Vivian e che a breve arriverà il disco di Madh. "Quest'anno confido in un'atmosfera più rilassata e divertente. L'anno scorso ero molto teso".

Mika racconta di aver scritto "Grace Kelly" dopo essere stato bocciato da Cowell ("Avevo 19 anni ed ero un rompicoglioni, lo chiamavo sei volte al giorno, praticamente uno stalker") e della tensione fra i giudici nella scorsa edizione del talent: "I problemi personali sono entrati in studio, senza filtro. E' normale che accada in uno show con questo livello di energia. E' un pericolo, perché si tratta di situazioni difficili da gestire, ma anche una delle qualità del programma. Sono contento che ora Morgan stia incidendo il suo album. E' intelligente, ha una cultura generale e musicale sconfinata, ho imparato un sacco da lui. Ma sono felice che sia facendo il suo vero lavoro di musicista". Poi stempera la tensione ricordando la sua prima volta nel cast di X Factor, ridendo: "Parlavo solo al presente e usavo parole imparate da 'Don Camillo' e intanto Morgan testa di cazzo se ne stava lì con il suo libro di Dante". Si chiude con una confessione di Lorenzo Mieli, AD di Fremantle: "A un certo punto, tempo fa, si era discusso di fare tutto X Factor su una nave su crociera". Vista la tensione fra i giudici, non sarebbe stata una "Love boat".