Guns N' Roses e le accuse di plagio per 'Sweet child o' mine', il 'plagiato' ci scherza su: 'Non metterò alla prova i loro avvocati'

Guns N' Roses e le accuse di plagio per 'Sweet child o' mine', il 'plagiato' ci scherza su: 'Non metterò alla prova i loro avvocati'

Per una volta, nessuna dichiarazione di guerra (legale), ma una risata a denti stretti e qualche battuta: alle accuse di plagio rivolte ai Guns N' Roses per "Sweet child o' mine", che secondo alcuni assomiglierebbe sospettosamente a “Unpublished critics” degli Australian Crawl, il primo a non credere è proprio lui, James Reyne, frontman della formazione di Victoria nonché co-autore del brano al quale Axl e compagni avrebbero attinto con troppa disinvoltura.

Sentito dal Daily Mail, Reyne ha scherzosamente fatto sapere di non pensare affatto a un furto da parte della corazzata hard rock losangelina, pur ammettendo una certa somiglianza tra i brani, che tuttavia - ha ipotizzato lui - sarebbe da considerare del tutto casuale:


"No, non metterò alla prova le capacità dei loro avvocati. Non è inconcepibile che ci siano delle somiglianze, tra le due canzoni. E, allo stesso modo, non è inconcepibile pensare che loro le nostre canzoni non le conoscessero"


Resta per da chiarire perché Reyne, che pur ha ravvisato qualche analogia tra le due opere, si sia accorto delle stesse solo dopo la deflagrazione del caso sui media, essendo "Sweet child o' mine" una hit mondiale. La risposta, fornita dallo stesso cantante, è molto semplice:


"Non mi è mai capitato di ascoltare la loro canzone e pensare 'Mio Dio, ci hanno copiati' perché, semplicemente, non ho mai davvero ascoltato attentamente 'Sweet child o' mine'. Più che altro guardavo i video dei Guns N' Roses pensando se fossero fuori o sotto eroina. Mi interessavano di più le loro abitudini in fatto di droghe che non la loro musica, quella non l'ho mai davvero seguita. Non li ho mai intercettati perché ascoltavo altre cose"


Reyne, che dopo lo scioglimento della sua band intraprese una soddisfacente carriera da solista - che lo porterà, a breve, ad esibirsi negli USA - ha quindi scherzato, lasciando intendere di non aver in alcun modo intenzione di adire alle vie legali:

 

"Se la mia società di edizioni decidesse di fargli causa, io gli direi di lasciare perdere e lasciarli vivere in pace. Anche perché, in quanto co-autore [di 'Sweet child o' mine'], mi spetterebbe una bella fetta di diritti'

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