I Nomadi avrebbero voluto andare a Sanremo, Guccini disse no

I Nomadi avrebbero voluto andare a Sanremo, Guccini disse no

I Nomadi avrebbero voluto partecipare al Festival di Sanremo sulla scia dei festeggiamenti per i cinquant’anni di attività. Non con una canzone qualunque, ma con un pezzo scritto da Francesco Guccini, da sempre amico del gruppo di Beppe Carletti cui ha dato canzoni come “Dio è morto” e “Noi non ci saremo”. Il cantautore emiliano, però, non ha dato il suo assenso. Lo racconta oggi Carletti, impegnato nella promozione del nuovo album dei Nomadi “Lascia il segno” (per la quale ha rilasciato a Rockol un'intervista che verrà pubblicata in versione integrale domani, martedì 12 maggio).

La storia comincia con i festeggiamenti per il mezzo secolo d’attività dei Nomadi che culminano nel giugno 2013 con una tre giorni a Cesenatico. Due mesi prima dell’evento, Francesco Guccini concede un’intervista a La Stampa: “Ho scritto con Flaco una canzone per i cinquant’anni dei Nomadi, che celebreranno a Cesenatico. Si intitola ‘Nomadi’ e gioca un po’ sul significato letterale e sul nome della band. Ma non vado oltre, sarà Carletti a parlarne”. Il brano, si dice, è destinato a far parte del disco celebrativo del gruppo. Ma quando, nell’aprile 2014, esce “Nomadi 50+1” la canzone non c’è, pur essendo presenti due pezzi inediti.

“Gli ho chiesto la canzone e lui l’ha scritta”, racconta oggi Carletti. “Nel 2013, credo verso novembre, vado a casa sua e porto con me un provino del pezzo. Abbiamo scelto un arrangiamento alla James Taylor, per attutire le parole: ci lodava troppo, non volevano dare enfasi a tutti quei complimenti. Glielo faccio ascoltare e gli dico: e se andassimo a Sanremo con questa canzone? Lui si prende un paio di settimane di tempo per pensarci e poi risponde che no, per Sanremo preferisce non darcela”. Il motivo? “Dovresti chiederlo a lui. Posso ipotizzare che accomunare il suo nome a Sanremo gli desse fastidio. Lui è così. Pensa che la sua prima apparizione in prima serata su Rai Uno è avvenuta solo nel 2012, nel concerto che ho organizzato allo stadio di Bologna dopo il terremoto”.

Che fine ha fatto la canzone? La sentiremo mai? “Per ora è lì, vedremo casomai se metterla nel prossimo disco. Per la testa ho una mezza idea, che racconto qui per la prima volta. Potrei mettere assieme il pezzo di Guccini, chiedere all’autore di ‘Io vagabondo’ Alberto Salerno di scrivere una canzone nuova e fare altrettanto con i grandi autori che in passato hanno composto per i Nomadi e che sono ancora attivi. Vedremo. Sono un ragazzino di 69 anni: mi piace fare progetti e pensare al futuro”.

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