Voci dagli USA: pressioni da Apple sulle major per non rinnovare le licenze free a Spotify e Youtube (e favorire Beats)

Voci dagli USA: pressioni da Apple sulle major per non rinnovare le licenze free a Spotify e Youtube (e favorire Beats)

Si respira aria pesante a Cupertino, e - più in generale - ai piani alti delle major statunitensi: lo riferisce The Verge, che raccogliendo indiscrezioni di stampa provenienti da oltreoceano dipinge un quadro delle manovre di Apple in vista del lancio di Beats, il servizio di streaming musicale targato Apple che - a differenza di piattaforme come Spotify e Deezer - non dovrebbe prevedere versioni non a pagamento.

Di ufficiale, per il momento, non c'è nulla, e una replica ufficiale dal quartier generale della casa californiana per ora non è stata diramata, ma secondo numerose fonti d'oltreoceano il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe avviato una serie di colloqui con i numeri uno della maggiori etichette discografiche per verificare la messa in atto di pressioni da parte di Apple affinché le licenze per i servizi streaming gratuiti non vengano rinnovate: tra i casi citati ci sarebbe quello che coinvolgerebbe il gruppo Universal, al quale la casa della Mela avrebbe offerto il corrispettivo del pagamento delle licenze concesse a Youtube per il proprio catalogo pur di oscurare lo stesso sulla popolare piattaforma di video-sharing gratuita. Manovre più o meno analoghe sarebbero state fatte anche presso altre label, tanto da fare dichiarare a un dirigente, ovviamente rimasto anonimo:

"Da Tim Cook [ad di Apple] in giù, questi tizi sono dei tagliagole"

Youtube e Spotify, in particolar modo, sarebbero nel mirino di Apple: nello specifico, dei 60 milioni di utenti del servizio fornito dalla società svedese guidata da Daniel Ek, solo 15 hanno sottoscritto un abbonamento a pagamento. E cancellare con un colpo di spugna l'accesso gratuito all'archivio di Spotify aprirebbe una fetta di mercato enorme a Beats, che - stando alle ultime indiscrezioni - dovrebbe debuttare il mese prossimo alla Worldwide Developers Conference, raduno per gli sviluppatori di Apple in programma tra l'8 e il 15 giugno prossimi.

Apple è già sorvegliata speciale dal Dipartimento di Giustizia USA già dallo scorso anno, quando l'antitrust americana ravvisò delle irregolarità nella vendita di ebook del colosso informatico: il procedimento si concluse con una sanzione da 450 milioni di dollari, contestata da Apple in appello. E secondo quanto riferito dal New York Post all'inizio dello scorso mese di aprile, anche il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager avrebbe avviato un'indagine, sulla sponda orientale dell'oceano Atlantico, per appurare la presenza di eventuali pressioni da parte di Cupertino sulle filiali europee delle major.

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