TIDAL, primi segni di declino? Negli USA e in UK la app fuori dalla top 500 delle principali download chart

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Che, nonostante la prestigiosa allure sfoggiata in occasione della presentazione ufficiale, con tanto di Madonna sdraiata sul tavolo a firmare un contratto e big assoluti come Jack White, Kanye West, Rihanna e Daft Punk diligentemente allineati sul palco dal capocordata Jay-Z, TIDAL, il servizio streaming "creato dagli artisti" che in prima battuta ha dichiarato di non temere nemmeno Spotify, stia già mostrando i primi segni di affanno, avallando così le tesi pessimiste espresse da - tra gli altri - Mumford and Sons, Steve Albini e Lily Allen? Forse è presto per dirlo, ma i dati riferiti all'andamento della app collegata al servizio recentemente varato dal Re Mida dell'hip hop americano difficilmente potrebbero lasciar supporre il contrario.

    Che, nonostante la prestigiosa allure sfoggiata in occasione della presentazione ufficiale, con tanto di Madonna sdraiata sul tavolo a firmare un contratto e big assoluti come Jack White, Kanye West, Rihanna e Daft Punk diligentemente allineati sul palco dal capocordata Jay-Z, TIDAL, il servizio streaming "creato dagli artisti" che in prima battuta ha dichiarato di non temere nemmeno Spotify, stia già mostrando i primi segni di affanno, avallando così le tesi pessimiste espresse da - tra gli altri - Mumford and Sons, Steve Albini e Lily Allen? Forse è presto per dirlo, ma i dati riferiti all'andamento della app collegata al servizio recentemente varato dal Re Mida dell'hip hop americano difficilmente potrebbero lasciar supporre il contrario.

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