Postepay Rock in Roma 2015, parlano gli organizzatori: 'Nel cast la nostra idea di 'rock'. E per il 2016 stiamo lavorando a uno spin off clamoroso'

Postepay Rock in Roma 2015, parlano gli organizzatori: 'Nel cast la nostra idea di 'rock'. E per il 2016 stiamo lavorando a uno spin off clamoroso'

C'è più spontaneità che manuale Cencelli del perfetto promoter nel cast dell'edizione 2015 del Postepay Rock in Roma, la settima per la manifestazione ospitata da qualche anni a questa parte dall'Ippodromo delle Capannelle, alle porte della Capitale. Lo racconta Max Bucci, uno degli storici organizzatori della rassegna: "La parola 'rock' l'abbiamo nel nome, ma nel nostro cast non ci riferiamo al genere nello specifico. 'Rock', per noi, è tutto ciò che è cool, come è già nei grandi festival internazionali e come dovrebbe essere sempre. Quindi troviamo perfettamente naturale affiancare a Fedez e J-Ax gente come i Tame Impala, che sono appena stati co-headliner con gli AC/DC al Coachella, i Muse o gli Slipknot".

Per il momento nessun grande annuncio, "ma grandi novità" - promette Bucci - "arriveranno a breve, entro le due prossime settimane: abbiamo in ballo ancora due o tre nomi italiani di alto profilo e un nome straniero".

Una rassegna così ampia e ambiziosa, tanto da coprire uno spazio temporale che abbraccia praticamente tutta l'estate, deve per forza fare i conti con i "grandi assenti": "Compilare un cartellone così grande costringe a fare delle scelte, con un occhio sempre fisso sul budget e l'altro sulle agende dei nomi che si inseguono, che - specie quando sono grandi - sono davvero difficili da incrociare. Gli Iron Maiden [attualmente alle prese con la convalescenza del frontman Bruce Dickinson] sono un paio d'anni che li inseguo. Anche i Foo Fighters li tenevamo d'occhio, ma i loro impegni per la prossima estate non ci hanno permesso di combinare una data". E poi Jack White, che dai palchi italiani, insieme alla band di Dave Grohl, per il momento è uno dei pochissimi grandi assenti: "Per me è un genio, uno dei primi concerti che organizzai, a Roma, fu dei White Stripes", ha dichiarato Bucci, "Purtroppo, però, in Italia non ha ancora una base di pubblico che gli permetta un'incursione nel nostro Paese. E' un vero peccato, ma non dispero: nel giro di un anno o due le cose potrebbero cambiare".

Perché un festival come il Postepay Rock in Roma non si organizza in un giorno, e la macchina che si muove dietro la rassegna sta già pensando all'edizione 2016. "Quest'anno non siamo riusciti a organizzare uno spin off che quello che imbastimmo nel 2014 al Circo Massimo coi Rolling Stones, ma l'idea di esportare il Postepay Rock in Roma anche oltre il perimetro dell'Ippodromo continuiamo ad accarezzarla", spiega Bucci, che rilancia: "In compenso, stiamo già pensando al prossimo anno, per il quale abbiamo allo studio un progetto che - se dovesse andare in porto - potrebbe rappresentare uno degli eventi musicali più importanti degli ultimi anni. L'idea è quella di assemblare uno show in spazi prestigiosi che coinvolga i più grandi nomi sul panorama musicale mondiale, gente che ha fatto la storia del rock. Sono artisti che si contano sulle dita di una mano, e con un paio abbiamo già preso contatto". I nomi, ovviamente, sono top secret, anche se il promoter un teaser ha voluto comunque lanciarlo: "Non è un segreto che Paul McCartney, il prossimo anno, sarà in tour...".

Già nel 2013 Bucci sottolineò l'esportabilità del format Rock in Roma: "Quest'anno, tra le altre cose, abbiamo avuto anche l'idea di diffondere il festival su scala nazionale, ma alla fine abbiamo preferito restare fedeli al posto dove la rassegna è nata". E l'estero: "Ci stiamo lavorando, è un obbiettivo che non perdiamo di vista. Con sette edizioni alle spalle siamo ancora molto giovani, abbiamo enormi margini di crescita. Consideriamo la location fondamentale, nell'ottica di organizzare qualsiasi cosa, e a Roma - dopo sette edizioni spalmate su tre differenti amministrazioni - siamo riusciti finalmente ad accreditarci come realtà istituzionalizzata. Siamo riusciti a ottenere tanto, come i treni - prenotabili anche online - che dal festival portino nel centro di Roma, per offrire un'esperienza sempre più completa al nostro pubblico, e la linea che intendiamo seguire è quella. Servizi come la diretta streaming [che il festival Coachella sta offrendo proprio in questi giorni], sono onerosi - questo, in particolare, nei confronti degli artisti - e richiedono necessariamente l'intervento di sponsor di supporto. A me piacerebbe, ovviamente, e nel corso delle prossime edizioni - al massimo a livello parziale e non integrale - contiamo di arrivare a disporne".

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