TIDAL: inizio al top con esclusive di Rihanna e Beyoncé... ma le 'esclusive' funzionano?

Il lancio di TIDAL è stato - come si poteva intuire - piuttosto aggressivo, con ben due esclusive di pezzi da novanta come Rihanna e Beyoncé: entrambe hanno, infatti, presentato due nuove tracce tramite la piattaforma nel corso della settimana passata.

Rihanna ha condiviso su TIDAL il video ufficiale di "American oxygen", snobbando le usuali piattaforme competitor, come VEVO e YouTube, mentre Beyoncé ha concesso l'esclusiva per la nuova ballata "Die With Me" - publicata in coincidenza dl settimo anniversario di matrimonio con Jay Z: una mossa ben studiata per convincere i suoi fan più accaniti ad avvicinarsi a TIDAL, se non altro tramite la finestra di prova gratuita di sette giorni.

Ma, a conti fatti, il modello teorico che sottende a un'operazione maestosa come TIDAL, tiene poco conto del fatto che è in pratica impossibile, per un artista, concedere esclusive blindate e a prova di bomba muovendosi online: se qualcuno desidera replicare un contenuto e diffonderlo, ci sono mezzi a disposizione di tutti per farlo - e, come nel caso di Rihanna e Beyoncé - nel giro di poche decine di minuti i video esclusivi saranno caricati anche su YouTube - che li rimuoverà, ma dovrà fare i conti con i continui re-upload.

In breve, dopo i primi giorni di attività, la domanda che sorge in moli analisti e commentatori, nonché addetti ai lavori, è: sarà in grado TIDAL di reggere con un business model che - di fatto - si basa su esclusive che sono tali solo per poche manciate di minuti? In fondo la entazione di attendere 20-30 minuti in più, piuttosto che pagare un abbonamento mensile di 9,90 o 19,90 dollari?
E ancora: che vantaggio e spinta possono avere gli artisti che non fanno parte dei finanziatori/sici di TIDAL, nel pubblicare musica in esclusiva per questo servizio, date le condizioni oggettive di cui sopra? Del resto non sono pochi a pensare che il servizio non sia oggettivamente profittevole e possa far bene all'industria musicale, fra le voci critiche che più recentemente si sono levate c'è anche quella di Lily Allen, che su Twitter ha espresso chiaramente il proprio pensiero:

Amo moltissimo Jay Z, ma TIDAL è troppo costoso rispetto ad altri servizi streaming che fnzionano perfettamente. Ha radunato gli artisti più grandi e li ha messi sotto esclusiva per TIDAL... la gente andrà a frotte nei siti pirata, aumentando il traffico di torrent.

E' uno scenario possibile, ma forse è più probabile che gli utenti si rivolgano - piuttosto - agli streaming non ufficiali per aggirare queste esclusive a pagamento.

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