Robert Plant, in arrivo una collaborazione con Diplo

Robert Plant, in arrivo una collaborazione con Diplo

Per gli appassionati di classic rock potrebbe essere il classico accostamento tra diavolo e acqua santa, per quelli di dance, pop da classifica e affini più o meno la stessa cosa, solo a parti invertite. Robert Plant, già frontman dei Led Zeppelin da anni titolare di una solidissima carriere solista che l'ha visto collaborare con colleghi come Jack White, Allison Krauss e T-Bone Burnett - tutta gente che con sequencer e sintetizzatori c'entra poco o niente - sta lavorando con Diplo, DJ, produttore e rapper co-fondatore dei Major Lazer che nel corso della sua breve (rispetto a quella di Plant) carriera ha avuto l'opportunità di collaborare con  Britney Spears, Beyoncé, No Doubt, Justin Bieber, Usher, Snoop Dogg, Ariana Grande e - ultima (in ordine cronologico) ma non meno importante - Madonna, che l'ha voluto in cabina di regia per il suo nuovo album "Rebel heart".

A rivelarlo, con una stringatissima nota postata sul suo profilo Instagram - e corredata da uno scatto che lo ritrare con il collega più anziano - è stato lo stesso DJ di Tupelo, che si è limitato a commentare:

"Una collaborazione arriverà presto"

A differenza di tante vecchie glorie del rock desiderose di aggiornarsi con l'aiuto di collaboratori più giovani e à la page o di artisti a fine carriera che non disdegnino un'entrata extra per consolidera un fondo pensione, Robert Plant non ha mai manifestato la volontà né di piacere e tornare in classifica - anche se con "Raising sand", l'album registrato in coppia con Alison Krauss nel 2007, riuscì a vincere nel 2009 un Grammy Award come "Album dell'anno" - né tantomeno di veder crescere ulteriormente il suo conto in banca. La filosofia lavorativa (e di vita) del frontman emerse distintamente lo scorso 13 novembre, quando la stampa inglese riferì di un gran riufiuto - da parte di Plant - di un contratto milionario per un a reunion dei Led Zeppelin. Committente, secondo le voci poi smentite, sarebbe stato il miliardario Richard Benson, fondatore della Virgin, che pure ammise - sempre negando di aver mai messo sul piatto centinaia di milioni di sterline per vedere la band di "Good times bad times" tornare in azione - di essere entrato in contatto con il cantante. Sentendosi rispondere questo:

"Guarda, Richard: le cose che faccio le faccio solo perché le amo, e voglio fare ancora nuove cose che amo"

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