I Negrita presentano "9": un nuovo disco e un tour "fatto a mano" - VIDEOINTERVISTA

I Negrita presentano "9": un nuovo disco e un tour "fatto a mano" - VIDEOINTERVISTA

I Negrita tornano con un disco che si chiama semplicemente "9", un titolo chiamato a designare effettivamente la loro nona uscita discografica, nei negozi martedì 24 marzo. Prodotto da Fabrizio Barbacci, l'album della band toscana contiene 13 brani inediti, è stato registrato in Irlanda, al Grouse Lodge di Rosemount e masterizzato da Ted Jensen (Green Day, Coldplay, Arcade Fire...) allo Sterling Sound di New York. Alla conferenza di presentazione del progetto si è parlato di tutto, dalla copertina del disco (riuscirete a vedere i loro volti "nascosti" nel muro bianco?) all'esperienza di registrare in uno studio immerso nella campagna. Noi abbiamo intercettato Drigo, Mac e Pau e gli abbiamo chiesto quanto fosse importante che questo disco si chiamasse proprio "9".

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 "In questo album ci sono tante influenze, non abbiamo trovato un titolo che potesse rappresentare tutto l'album", ci spiega Pau. Ci sono tanti dischi che hanno un titolo come numero, mi vengono in mente quelli dei Led Zeppelin. Quindi ci siamo detti perchè no". 
"9" arriva a oltre tre anni distanza da "Dannato vivere", allora Disco di Platino.

"Rispetto al passato ci siamo avvicinati alla produzione con un'attitudine diversa" dice Mac. "E' quella di una band che si ritrova in un luogo solo per scrivere, comporre, arrangiare, dove esiste l'interplay, dove ciascuno influenza l'altro. Per questo è un disco molto diverso da 'Dannato Vivere'. Quello è il disco in cui siamo rimasti in tre, anche Frankie lasciò la band dopo Zama. All'epoca facemmo di necessità virtù e usammo la tecnica di sovrapposizione delle tracce. Ma ci siamo resi conto che non siamo così, quindi siamo tornati all'approccio tradizionale della presa diretta". .

Il disco è nato mentre la band era impegnata nel musical "Jesus Christ Superstar", in cui Pau interpretava Ponzio Pilato mentre Drigo e Mac suonavano nell'orchestra dal vivo. "L'esperienza nel musical ci ha portato a riavvicinarci ad un periodo musicale ben preciso e questo ci ha facilitato a tornare alle radici del rock: anche la copertina e il progetto grafico ne sono ispirati. Sembriamo una band della fine degli anni 60."

Come tornare alle radici del rock pur restando attuali? "Abbiamo i piedi ben piantati in questo decennio, ma con la testa abbia fatto dei bei voli di fantasia, cercando di recuperare un certo atteggiamento vintage che ha fatto così tanto per l'immaginario contemporaneo".
Uno dei brani che la band ritiene più rappresentativo del progetto si chiama 'Ritmo Umano' e ce ne parla Drigo: "Ha una ritmica in 5/4, un tempo che non conoscevamo e che abbiamo imparato per Jesus Christ Superstar.

Difficile per degli autodidatti come noi ma abbiamo deciso di sperimentarlo anche nel nostro disco. Il brano tra l'altro è incensato dalla presenza di Ted Neeley che è il vero Jesus Christ del musical. Ha una tematica che parla delle cose semplici a cui non puoi fare a meno.".

Pau ci parla infine del tour, che partirà il 10 Aprile da Firenze: "Anche per il tour saremo fedeli allo spirito del disco, vogliamo portare alla gente l'essenza del nostro lavoro. Useremo sequenze e programmazioni solo se strettamente necessarie, perlopiù sarà un concerto "fatto a mano". Anche a livello visivo ci sarà una certa cura: suoneremo nei palasport, alcuni davvero grandi e abbiamo deciso di utilizzare dei megaschermi in cui proietteremo noi stessi. Abbiamo un pubblico di musicisti impressionanti, siamo forse tra le band più coverizzate. Crediamo ci sia interesse non solo verso ciò che suoniamo ma anche come lo suoniamo sul palco. E' un'idea che ci è venuta guardando i Rolling Stones al Circo Massimo".

 

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