Siae: con Filippo Sugar, la società degli autori cambia volto. Con Andrea Purgatori in consiglio, svolta di trasparenza e modernità

In uno dei momenti più difficili degli ultimi anni, la Siae trova l'energia per ripartire.

E lo fa con due nomi che fino a qualche anno fa sarebbero stati impensabili all'interno del Palazzo di viale della Letteratura. Filippo Sugar, designato presidente della Società, e Andrea Purgatori, entrato a far parte del consiglio di gestione. Una risposta ai detrattori della società che continuano a sostenere la tesi del carrozzone e della poca trasparenza. Difficile sostenere la tesi della poca trasparenza in un consiglio che ha scelto al suo interno il giornalista che ha rivelato con le sue inchieste e reportsge alcuni tra i casi più scottanti del terrorismo italiano negli anni di piombo e della strage di Ustica prima di diventare apptrezzato sceneggiatore. Difficile sostenere la tesi dell'inefficienza e della scarsa modernità con un presidente di 43 anni che ha portato la sua Sugar Music ad essere la più importante etichetta discografica indipendente italiana capace di sfornare, anche grazie al talento di Caterina Caselli, madre di Filippo, successi al di fuori dei meccanismi delle major e dei talent show. Un personaggio, Sugar, apprezzatissimo dagli artisti, con grandi relazioni internazionali, abituato a lavorare fianco a fianco con loro e a sostenerli per riuscire a valorizzarne il talento e la creatività e a portarli in giro per il mondo. Prova ne è il caso di Andrea Bocelli,  prova ne è il caso Gualazzi ma anche Negramaro, Malika, Elisa fino all'ultimo talento di casa, Giovanni Caccamo trionfatore nella categoria. Presidente di Sugar Music, il gruppo milanese fondato nel 1932 dal nonno Ladislao e tuttora interamente posseduto dalla famiglia Sugar, Filippo  è riuscito nell'impresa di proiettare la sua azienda indipendente nel mondo, puntando sulla qualità, artigianalità, metodo, e passione per la ricerca e lo sviluppo dei talenti della eccellenza italiana insieme a cui costruire progetti.

 

Dopo gli studi alla Scuola Americana di Milano e la laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Bruxelles, Sugar ha ridisegnato completamente le attività del suo gruppo rilanciando i due grandi store dell’entertainment multimediale Messaggerie Musicali a Milano e Roma.

Presidente dal 1997, Filippo è stato sempre un imprenditore sempre vicino ai suoi artisti,  operando nel solco di una tradizione editoriale impostata più di 80 anni fa dal nonno Ladislao e proseguita dal padre Piero e dalla madre Caterina Caselli. Da loro e con loro Filippo ha appreso che per gestire una multinazionale indipendente della editoria e della creatività musicale serve la cultura imprenditoriale dei grandi artigiani, quella che sa unire il rispetto assoluto della indipendenza di autori, compositori, interpreti (sempre coinvolti nella dialettica dei processi decisionali) con la determinazione a non restare impigliati nei confini del paese di origine, muovendosi invece dentro una logica di mercato mondiale che ha negli Stati Uniti il suo fulcro.  Da qui nascono risultati eccezionali come il consolidamento del successo mondiale di Andrea Bocelli, ormai prossimo a festeggiare i “primi” vent’anni di Con Te Partirò (1995), costruito sulla unicità dell’artista ma anche  sulla paziente tessitura di relazioni nel mondo dell’entertainment americano e sulla capacità di assumere il rischio di impresa senza tentennamenti, come nel caso del grande concerto al Central Park di New York nel 2011, un evento “sold out” di risonanza mondiale concepito e prodotto da Sugar. Allo stesso modo l’interesse nella musica italiana per il cinema ha portato prima all’acquisizione del catalogo CAM (2011), poi a un piano di rilancio in grado di riproporla a livello internazionale attraverso progetti innovativi come la produzione del format “.La Dolce Vita: The Music of Italian Cinema”, una serata-concerto multimediale per grande orchestra (costruita sulle partiture di Rota, Morricone, Piovani, Bacalov, Ortolani)  che ha inaugurato la stagione della New York Philarmonic alla Avery Fisher Hall del Lincoln Center di New York  a settembre 2014, e che sarà replicata con orchestre di pari livello in altre capitali del mondo e recentemente si è tradotto recentemente nell’ingresso con una partecipazione del 50% nelle edizioni musicali della Fandango di Domenico Procacci, con l’obiettivo di sviluppare insieme colonne sonore e musica per il cinema, la televisione, e altre utilizzazioni audiovisive digitali.

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