NEWS   |   Italia / 20/03/2015

I Modena City Ramblers presentano il nuovo album di collaborazioni 'Tracce clandestine': 'La musica è anche condivisione' - INTERVISTA

I Modena City Ramblers presentano il nuovo album di collaborazioni 'Tracce clandestine': 'La musica è anche condivisione' - INTERVISTA

Raggiungerà il mercato il prossimo 24 marzo il nuovo disco della band emiliana nata nell'ormai lontano 1991, "Tracce clandestine"; si trastta di un album che raccoglie molti brani che la band ha proposto dal vivo, nel corso degli anni, durante i vari concerti, ma che - salvo alcune eccezioni - non erano mai stati incisi su disco prima d'ora: "'Perché farlo proprio ora?', vi chiederete voi... Venivamo da un tour molto importante, il tour di supporto a 'Venti', il nostro precedente disco (un doppio album attraverso il quale facevamo il punto della situazione di vent'anni di storia, di discografia e di concerti). Pensavamo di incidere un nuovo disco, abbiamo tanto materiale nel cassetto. Poi, però, ci siamo fermati un attimo a riflettere", spiega a Rockol Francesco Moneti, una delle colonne portanti dei Modena City Ramblers, "Abbiamo notato che molti brani che di solito proponiamo dal vivo, spesso di particolare importanza, non erano mai stati messi 'in bella copia'. Così, abbiamo voluto fare a noi e al nostro pubblico questo regalo: siamo andati a ripescare vecchie demo e registrazioni live (alcune risalgono addirittura al 1994). Abbiamo riarrangiato il tutto, dandogli una forma seria". Le lavorazioni di "Tracce clandestine", come racconta Moneti, si sono tenute tra l'Emilia, la Spagna e l'Irlanda e hanno coinvolto diversi musicisti (italiani e stranieri, famosi e non: da La Pegatina, gruppo spagnolo di rumba catalana, a Stephane Mellino delle Negresses V., da Uri Giné dei Bongo Botrako a Terry Woods dei Pogues, passando per Alberto Bertoli e i Dubioza Kolectiv): "Il disco è stato registrato in Spagna e in Irlanda, più precisamente a Madrid, Barcellona e Dublino. 'Tracce clandestine' è un album dallo stile europeo e fatto di duetti: ci siamo tolti lo sfizio di chiamare ospiti importanti, famosi e meno famosi. E' un disco divertente e divertito: spesso abbiamo discusso in merito a determinate scelte degli arrangiamenti, spendendo molte ore in sala prove, altre volte ci siamo trovati invece in pieno accordo". Su tutte, spicca la collaborazione con Eugenio Finardi, che ha inciso con i Modena City Ramblers l'anonimo tradizionale "Saluteremo il signor padrone": "Lo avevamo incontrato spesso negli scorsi anni e non erano mancate occasioni per confrontarci", racconta Francesco Moneti, "Il la a questa collaborazione è stato rappresentato dalla partecipazione ad una serata al Club Tenco: dopo lo spettacolo siamo andati a cena insieme al ristorante. In sala c'era un piccolo palco e diversi artisti si sono divertiti ad esibirsi dal vivo: e così anche Eugenio, che ci ha invitati a salire sul palco per improvvisare qualcosa insieme. Abbiamo proposto la sua versione di 'Saluteremo il signor padrone' e una volta scesi dal palco abbiamo chiesto ad Eugenio di incidere la nostra versione del brano".

Tra gli altri brani, all'interno di "Tracce clandestine" figurano anche due cover della band emiliana di brani considerati vere e proprie bandiere del rock: "The ghost of Tom Joad" di Bruce Springsteen e "Rock the Casbah" dei Clash: "Springsteen e - soprattutto - i Clash fanno parte delle nostre influenze musicali", spiega Moneti in merito alla scelta di inserire nel disco le due canzoni, "Avevamo già inciso una nostra versione di 'The ghost of Tom Joad' per una compilation dedicata a Springsteen, un disco che non ha avuto tuttavia la fortuna che sperava. Lo abbiamo rifatto così com'era, perché la versione che avevamo inciso qualche anno fa ci aveva convinto molto. E gridava vendetta". Non manca un inedito, "The trumpets of Jericho": "E' un pezzo sulla pace nel mondo. Avremmo voluto inciderlo insieme a Noa: le abbiamo mandato il brano, ma lei ha rifiutato la collaborazione. Probabilmente, il pezzo non rientrava nelle sue corde", rivela il musicista. Noa non è l'unica artista ad aver declinato l'invito a collaborare con i Modena in "Tracce clandestine"; anche Eva Poles, già voce dei Prozac+, avrebbe dovuto prendere parte alle lavorazioni del disco: "Eva avrebbe dovuto cantare 'Mala vida' dei Mano Negra, che avevamo riarrangiato un po' alla ladina, quasi come un brano dei Calexico. Avevamo pensato alla voce di Eva e al suo timbro grintoso: lei, però, ha detto che non lo sentiva abbastanza nelle sue corde. Chissà, magari faremo qualcosa insieme più avanti".

Nelle scorse settimane i Modena City Ramblers sono stati impegnati con un mini tour europeo; un'esperienza che Moneti racconta così: "Avevamo contatti in Spagna e Irlanda e ne abbiamo approfittato, facendo concerti a Madrid, Barcellona, Valencia e Dublino. Spesso abbiamo registrato il tutto esaurito, lasciando la gente fuori dal locale. Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che molti spettatori erano italiani, per lo più studenti in Erasmus". Lo scorso 13 marzo è invece partito da Pordenone il tour italiano di supporto a "Tracce clandestine", "Sentieri clandestini tour": "Probabilmente quello che ci tiene in vita è una sorta di ringiovanimento del pubblico. Difficilmente vediamo nostri coetanei tra il pubblico, che è sempre diverso. Credo che sia anche una questione di 'passaggio di testimone': molti fan giovanissimi, magari, sono stati indotti ad ascoltarci dallo zio, o dal padre, o dal un fratello maggiore". Il tour, almeno per il momento, non farà tappa nella Capitale ed è da escludersi una partecipazione dei Modena al Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: poche ore fa è stato infatti confermato che, nel giorno della Festa del Lavoro, la band sarà di scena alla "festa dell'Agraria", a Porto d'Ascoli.

Al termine della chiacchierata, una riflessione sul futuro dei Modena City Ramblers, che il prossimo anno taglieranno il traguardo dei venticinque anni di attività come gruppo: "Se guardo indietro mi viene da pensare che il futuro sarà come il passato: resteremo una band che macina molti chilometri on the road, perché è nella sua natura, ma che venderà sempre meno dischi", dichiara Francesco Moneti, "Continueremo a collaborare con altri artisti, magari facendo un nuovo disco di collaborazioni: perché la musica è anche - e soprattutto - condivisione".

(di Mattia Marzi)

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