Pharrell Williams sulla sentenza a favore degli eredi di Marvin Gaye per 'Blurred lines': 'Un grave ostacolo per tutti i creativi'

Pharrell Williams sulla sentenza a favore degli eredi di Marvin Gaye per 'Blurred lines': 'Un grave ostacolo per tutti i creativi'

A più di una settimana dalla sentenza che l'ha visto perdere, insieme a Robin Thicke, lo scontro legale con gli eredi di Marvin Gaye, che l'hanno accusato di aver plagiato la creazione del gigante del soul "Got to give it up" per la hit "Blurred lines", la voce di "Happy" ha voluto esprimere le proprie opinioni al riguardo, concedendo un'intervista al Financial Times per rivolgere al pubblico le spiegazioni che la giuria chiamata a emettere il verdetto, evidentemente, non ha ritenuto plausibili. Citando, tra gli altri, i padri della pop art statunitense Andy Warhol e Roy Lichtenstein, che sarebbero stati di fatto impossibilitati a realizzare gran parte delle proprie opere se frenati da spauracchi legali, l'artista ha dichiarato:

"Questa sentenza è un grave ostacolo per tutti i creativi che intendano ispirarsi a qualcuno o a qualcosa per realizzare una loro opera: è un discorso che vale per la moda, la musica, il desing, praticamente per tutto. Se perdiamo la nostra libertà di essere ispirati finiremo, in futuro, a trovarci bloccati, con un'industria dell'intrattenimento congelata dalle cause legali. Qui si sta parlando di proteggere la proprietà intellettuale di chiunque abbia un'idea. Qualsiasi cosa ci stia intorno è ispirata a qualcos'altro. Se dovessimo uccidere questa opportunità, vedremmo azzerarsi la creatività".

Al momento non è chiaro quale sia la strategia legale che Williams e Thicke vogliano adottare: "Loro dormono tranquilli, sapendo di non aver copiato la canzone", riferì all'edizione statunitense di Rolling Stone l'avvocato dei due subito dopo la lettura della sentenza, ma il ricorso in appello pare non essere poi così scontato. "Stiamo lavorando in questi giorni alle prossime mosse", ha spiegato sempre Pharrell al FT, senza però specificare né tempistiche né eventuali strategie da sfoderare in tribunale.

Proprio in queste ore gli eredi di una delle voci simbolo della Motown hanno indirizzato una lettera aperta a fan e appassionati spiegando nel dettaglio le ragioni della propria soddisfazione circa il verdetto: tra i tanti aspetti affontati nella lunga missiva, i figli di Gaye hanno - seppur velatamente - tacciato Pharrell e Thicke di prepotenza e malafede.

"Come fanno la maggior parte degli artisti, [Williams e Thicke] avrebbero potuto chiedere autorizzazione per utilizzare il brano. Ma non è accaduto. Saremmo stati lieti di discutere con loro prima che pubblicassero la loro canzone. (...)

Invece di chiedere autorizzazione e dare a nostro padre il credito dovuto come autore del pezzo, Robin Thicke e Pharrell Williams hanno pubblicato 'Blurred lines' e poi hanno intentato una causa preventiva contro di noi, portandoci in tribunale. Loro volevano che fosse dichiarato, velocemente, che il loro pezzo era molto diverso da 'Got to give it up'. Il giudice però ha rifiutato la loro richiesta di rito abbreviato e ha incaricato una giuria di determinare se ci fossero similitudini e somiglianze fra i due pezzi. E la giuria si è espressa".

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