Record Store Day 2015, due indie inglesi: 'Non è divertente, e non serve a noi 'piccoli''

Si è levata anche una voce fuori dal coro riguardo al Record Store Day, celebre (e sì, incensatissima da stampa e addetti ai lavori) giornata mondiale dedicata ai negozi di dischi indipendenti che rovescia annualmente sul mercato una quantità impressionante di ristampe, riedizioni e chicche per collezionisti - tutte rigorosamente in vinile - e che quest'anno ha per padrino l'ex Nirvana e frontman dei Foo Fighters Dave Grohl: a "smontare" la manifestazione che il prossimo 18 aprile interesserà tutti i mercati discografici mondiali sono state due etichette indipendenti inglesi, la  Howling Owl e la Sonic Cathedral, che il 18 aprile pubblicheranno sì un titolo ad hoc - uno split (45 giri con due brani di altrattanti artisti diversi) che coinvolgerà Spectres e Lorelle Meets The Obsolete - ma rendendone disponibile solo una copia. Le altre 364 - tale è stata la tiratura - saranno messe in vendita ogni giorno per un anno intero, per tenere vivo anche a manifestazione terminata quello che è - o che dovrebbe essere - il vero messaggio del Record Store Day. Che, sostengono i responsabili delle label sul sito recordstoredayisdying.com, ormai altro non è che una delle tante iniziative appannaggio dei reparti di marketing delle multinazionali del disco.

"La nostra non è una protesta contro nessuno, ma è chiaro cosa sia diventato oggi il Record Store Day: niente altro che l'ennesimo evento in agenda dell'industria discografica, come il 'BBC Sound Of…' o il Mercury Prize, co-optato dai reparti marketing delle major e utilizzato come canale promozionale quasi fosse una comparsata a ‘Later… With Jools Holland’ o una set a Glastonbury nel tardo pomeriggio. Se uno vuole mettersi in coda all'alba del 18 aprile davanti a un negozio per comprare un 7 pollici dei Mumford & Sons o un sopravvalutatissimo 12 pollici di Noel Gallagher da rivendere su eBay appena arrivati a casa va benissimo, ma che diavolo ha a che fare tutto questo con noi? Gli U2 hanno già piazzato il loro album nei nostri telefoni, perché mai dovrebbero intasare il negozi stampandolo? (...)
A causa delle regole imposte (tiratura minima, divieto di vendita diretta ai rivenditori, ecc ecc) il Record Store Day non è divertente, e certamente non porta alcun beneficio a piccole etichette come le nostre. Anche se, purtroppo, ci siamo ancora affezionati. Avremmo voluto far avere ai negozi le copie in vinile del nostro catalogo, ma purtroppo non siamo riuscite a farle fare perché gli stampatori erano troppo impegnati a stampare qualche scarto di studio dei Foo Fighters, un cofanetto di EP dei 1975 o qualche milione di ristampe di classic rock del quale nessuno sente veramente il bisogno".

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