Il processo per 'Blurred lines': a Robin Thicke e Pharrell 5 milioni di dollari a testa dalla hit? Il 6 marzo la sentenza

Il processo per 'Blurred lines': a Robin Thicke e Pharrell 5 milioni di dollari a testa dalla hit? Il 6 marzo la sentenza

In un dettagliato articolo l'edizione online del Guardian ha riferito delle cifre in gioco nella vertenza legale che sta vedendo gli autori della hit "Blurred lines" - Robin Thicke e Pharrell Williams - combattere contro gli eredi di Marvin Gaye, che accusano il duo di aver attinto in maniera del tutto illegittima per la scrittura del brano dalla canzone firmata dal gigante del soul americano "Got to give it up".


I discendenti di uno degli artisti simbolo della Motown hanno chiesto un risarcimento pari a 40 milioni di dollari, composti da metà dai proventi dei diritti su "Blurred lines", dal rimborso della supposta svalutazione editoriale di "Got to give it up" e dagli incassi fatti segnare dal tour di Thicke dopo l'esplosione del brano nelle chart, che una perizia ha stimato intorno agli 11 milioni di dollari. Secondo la Creative Artists Agency, ente incaricato dalla corte di quantificare finanziariamente il valore sul mercato della hit, sia Thicke che Pharrell avrebbero incassato grazie ai diritti e alle vendite di "Blurred lines" 5 milioni di dollari a testa, ai quali andrebbero sommati anche i 700mila dollari intascati da TI, apparso come ospite nel brano. Il totale dei profitti generati da "Blurred lines" ammonterebbe a oltre 16 milioni e 600mila dollari.


Durante il dibattimento non sono mancati i colpi di scena: il primo - eclatante - fu offerto dallo stesso Thicke durante le prime fasi del processo, con l'ammissione di non essere il co-autore del brano, attribuibile al solo Williams. "La canzone sarebbe stata registrata comunque, anche senza di me", si legge in una deposizione rilasciata dallo stesso Thicke - e fatta affiorare dall'Hollywood Reporter lo scorso mese di settembre, "Non c'è una mia singola idea nel brano: ero ubriaco e quando sono entrato in studio il 75% era già stato registrato". Il cantante avrebbe poi chiesto a Williams di concedergli metà della firma, cosa che poi - effettivamente - si verificò. "Casi del genere succedono tutti i giorni, nell'industria musicale", ammise al proposito l'ex N.E.R.D..


Più di recente, per convincere la corte della casualità della somiglianza tra i brani Thicke si è esibito dal vivo in tribunale in un medley che ha allineato brani di - tra gli altri - U2, Beatles e Michael Jackson. In ogni caso, la prima sentenza del processo è attesa per il prossimo venerdì, 6 marzo.

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