Nashville, addio a Bobby Emmons, tastiera di 'Suspicious minds' e 'Son of a preacher man' - VIDEO

Sì è spento in un ospedale di Nashville lo scorso lunedì, 23 febbraio, Bobby Emmons, autore e session man che per decenni occupò un ruolo centrale nella scena di Memphis, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta tra i gangli dell'industria musicale a stelle e strisce: le cause della morte del settantaduenne artista, al momento, non sono ancora state rese note.


Nato a Corinth, Mississippi, Emmons debuttò da professionista nel Bill Black Combo, per poi tastierista nella resident band prima della Hi Records poi degli American Studios di "Chips" Moman, dove - insieme al chitarrista Reggie Young, al batterista Gene Chrisman, al pianista Bobby Wood e ai bassisti Mike Leech e Tommy Cogbill prese parte alle session di - tra gli altri brani - "Suspicious minds" di Elvis Presley, "Son of a preacher man" di Dusty Springfield e "Sweet Caroline" di Neil Diamond, ponendo il proprio nome nei crediti di oltre un centinaio di hit da alta classifica firmate da, tra gli altri, Wilson Pickett, Garth Brooks, Townes Van Zandt e Roy Orbison.


Accando alla carriera da session man, Emmons fu anche un prolifico autore, dalla cui penna uscirono brani poi registrati da George Strait ("So much like my dad"), Waylon Jennings (la celebre "Luckenbach, Texas", "Women do know how to carry on" e "Wurlitzer Prize") e Tanya Tucker ("Love me like you used to", scritta a quattro mani con Paul Davis e registrata anche da Johnny Cash nell''85).


La sua ultima apparizione pubblica risale allo scorso dicembre, quando partecipò - negli studi del Late Show di David Letterman - a un tributo al collega autore Dan Penn, concretizzatosi in un'esecuzione della leggendaria "The dark end of the street" scritta dallo stesso Penn con Moman.

 

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