Jimi Hendrix: in un clip animato la sua ultima intervista di sempre - VIDEO

Jimi Hendrix: in un clip animato la sua ultima intervista di sempre - VIDEO

E' comparso online un curioso esperimento di storia del rock: nell'ambito della web-series "Blank on blank", infatti, è stato realizzato un clip d'animazione che illustra e accompagna l'audio di un'intervista davvero speciale... si tratta di una chiacchierata fra Jimi Hendrix e il giornalista britannico Keith Altham, avvenuta nel settembre del 1970 pochi giorni prima della morte del guitar hero statunitense - l'ultima concessa prima del tragico decesso. 

Gli argomenti toccati sono vari: dal look alla composizione della musica, passando per la politica e la distruzione delle chitarre sul palco.

A proposito del suo cambio di look, divenuto meno appariscente e sopra le righe, rispetto agli esordi, Jimi spiega:

Sì, tutti passano attraverso delle fasi... all'inizio lo facevo perché avevo l'impressione di essere troppo rumoroso con la musica, o qualcosa del genere... ma io cambio e non voglio essere associato a una moda e a un aspetto. Volevo che la gente ascoltasse davvero quello che facevo, perché non capivo se era davvero così e la cosa mi rattristava. Così mi sono tagliato i capelli, gli anelli hanno iniziato a sparire uno a uno.

Il rito della chitarra incendiata sul palco è legato alla mitologia hendrixiana; e interrogato su come gli fosse venuto in mente di fare una cosa simile il musicista risponde:

Una volta ho detto: 'Dovrei spaccare una chitarra o roba del genere'. E tutti mi hanno risposto: 'Sì, sì". E io: 'Ma pensate davvero che dovrei farlo?'. 'Sì, sarà figo'. Così mi sono caricato e ho raggiunto il livello di rabbia sufficiente per farlo - anche se non ero conscio del fatto che fosse rabbia... me lo hanno detto gli altri. Comunque sono convinto che tutti dovrebbero avere un luogo in cui sfogarsi, lasciarsi andare. E il mio è il palco.

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A proposito del modo in cui compone, Hendrix dice:

Io ho un approccio da scienziato pazzo. Per scrivere faccio scontrare realtà e fantasia: devi usare la fantasia per mostrare tutte le sfaccettature della realtà, come può cambiare. La parola 'realtà' in sé non significa nulla... se non il modo di pensare di ogni singolo individuo. E poi l'establishment si impadronisce di una grossa fetta di tutto ciò. Io scrivo quello che sento. E non cesello troppo.... lascio tutto crudo, così come è.

E sulla natura della sua musica, pesante e percepita come ribelle all'epoca:

Non è rabbiosa la mia musica. Semplicemente se fosse per me non esisterebbe nessun potere costituito. Quello che faccio è il blues. Io canto il blues - il blues di oggi.

 

 

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